❖
§
▤
◉
☘
Tragedia lirica.
Atto primo
?
| ||
Nel fondo un lato del portico annesso al tempio di Venere, a sinistra la facciata del pronao. La scena è a cielo scoperto. Mirti, cipressi, platani, oleandri verdeggiano davanti alle colonne e da tutti i punti della scena. Nel mezzo la statua di Venere, a destra la statua di Apollo. La porta del pronao è aperta, vi sarà un'ara ardente sulla soglia. Nel fondo attraverso un intercolonnio del portico e dove le fronde si diradano si vedrà un lembo di mare tranquillo e d'orizzonte; la stella Venere brillerà sul mare. Ricorrono le afrodisie, festa della dea. All'alzarsi della tela il Coro è in parte chino, in parte prostrato verso la porta del tempio adorando. Sulla soglia del tempio sono disposte delle ghirlande, delle offerte votive, dei calici d'oro, delle conchiglie, dei rami di mirto; tre Tempieri ed un Neòcoro staranno sulla porta del pronao ad alimentare il fumo dell'incenso. Luce d'alba. | ||
![]() ![]() ![]() ![]() | ||
Scena prima |
Coro. |
sacerdotesse, tre tempieri, neòcoro, marinai |
SACERDOTESSE |
||
MARINAI |
Venere marina. | |
SACERDOTESSE |
Ciprigna. | |
MARINAI |
Citerea. | |
SACERDOTESSE |
Afrodite! | |
MARINAI |
Astartea. | |
SACERDOTESSE |
Stella! | |
MARINAI |
Regina! | |
TUTTI |
Dèa! L'inno s'innalzi per le vie dell'etra col fumo della mirra e dell'incenso, col suon che vibra dall'eterna cetra dell'orbe immenso, e colle visioni dell'estasi e col vol de' fatidici alcioni, e coll'aurora fulgida del sol. | |
SACERDOTESSE |
Te beata! cantiam, trionfatrice de' numi e de' mortali, a noi tu guata dalla tua sfera ridente e felice, o dèa beata! | |
MARINAI |
Le labbra d'amorosa aura cocenti ai baci arguti e alle blandizie incita, ingentilisci i giorni oscuri e lenti di nostra vita. | |
TUTTI Scendi, Venere, scendi infin che lude la moribonda voluttà del canto. Delle tu forme sfolgoranti e nude svela l'incanto e per le azzurre linfe e per l'azzurro ciel vengan teco le ninfe, l'Amor, le Grazie dal fluente vel. | ||
La scena si sarà rischiarata. | ||
![]() ![]() ![]() ![]() | ||
Scena seconda |
Ariofarne, Ero, Leandro, Marinai, Sacerdotesse. |
<- Ariofarne, Ero, Leandro, pugili, altre sacerdotesse |
Fanfara sacra. Entra Ariofarne; lo seguono Ero con alcune Sacerdotesse, Leandro coi Pugili, vestito all'asiatica. Tutto il Coro si prostra ad Ariofarne che s'arresta davanti alla statua della dèa, imponendo silenzio alla fanfara. | ||
ARIOFARNE |
Cessin gli squilli ed alle sacre trombe sacro segua il silenzio. Si ridesta già l'alba in ciel, e l'ultim'alba è questa che l'annuo rito celebrar c'incombe. A un sacerdote. Porgi il calice d'oro e fino al margo lo colma di Lièo. (ad Ero) Tu il mirto appronta (alzando il calice e il mirto) la regina di Gnido e d'Amatonta propizia sia mentre l'offerta spargo. Sparge il vino sull'ara. | |
l'ara e i marmi e il cratere augusto inclino sull'altar. Fra i libami, i fiori, i carmi col divino riso, Venere, a bearmi vien dal mar. Fa' che s'orni del tuo raggio la mia fronte; fa' che splenda in me il miraggio dell'amor. Così in vetta all'aspro monte fra il selvaggio Dumo, nasce il fonte, sbuccia il fior. | ||
|
||
(il coro si alza) | ||
|
All'eroe della cetera e del gladio (accennando a Leandro) al vincitor delle afrodisie, al prode trionfator del combattuto stadio ergete un'ode; a Leandro d'Abido. Ben ei nell'aspra lotta ebbe vaghezza d'ornar le tempie e d'esaltare al grido di fama il patrio lido. Egli vinse Corebo alla carezza della dorica cetra e vinse al morso del pugilato il feroce Lacone. (al coro) Cantate, o turbe amiche io v'ho precorso. (a Ero) Tu, la più bella del leggiadro coro colla più bella delle tue corone cingi il crine al garzon, e sia d'alloro. | |
(Ero depone gentilmente una corona d'alloro sulla testa di Leandro mentre risuona il seguente coro) | ||
MARINAI | ||
ERO Coronato di gloria eccoti o forte! Alteramente il capo tuo si posa sotto il serto Peneio e le ritorte fronde di quercia e la vermiglia rosa. Triste colui che l'ora della morte vede appressar sulla terrena landa e che non ha, siccome te, per sorte di portare sul crine una ghirlanda. | ||
LEANDRO |
Coronatrice mia più eletto vanto giammai quaggiù trionfator non ebbe. E tanta possa la tua man mi crebbe che al tuo parlar risponderò col canto. Piglia la cetra. M'arde talor disio di cantar l'ira del divino Pelide ma la cetra sospira: Amore! - Allor dello scettrato Atride prendo a cantar lo scudo e la faretra, ma ognor la cetra sospira: Amore! E invano io muto il plettro e le vocali corde e il canto e il metro insidiatore, sempre la cetra mia sospira: Amore! | |
SACERDOTESSE E ERO |
||
LEANDRO Era la notte; ombravano le nubi erranti e brune, sui talami e le cune pioveano i sogni d'or. Ed ecco al mio tugurio batte gemendo Amor. Apri la porta, è torbida la luna e l'aer crudo; son fanciulletto e nudo così non mi lasciar, fa' ch'io m'avvisi al tiepido raggio del focolar. Pietà mi spinse, al pargolo trassi, ei ver me movendo né lo vedea, piangendo, scarmigliato il crin. Io lo conforto e suscito la vita al fanciullin. Ma come appena ei vedesi del suo dolor discarco, ecco, ei s'avventa all'arco, teso ver me lo tien, scocca la freccia... e il perfido già mi ha trafitto il sen. | ||
CORO |
A Leandro d'Abido alloro e palme! Ei coll'ira del par che coll'amor rapisce l'alme. A Leandro d'Abido e palme e allor! | |
ARIOFARNE |
l'offerta della mirra e dell'incenso, alimenti dell'are, affinché denso salga il fumo all'altare. Correte ad esplorar tutte le zolle di Rodope, almo colle. E col bruno amaranto, colle conchiglie che ci porta il mare, col molle acanto, fiorite il tempio; e le argentee colombe sien olocausto. Ma finché non s'udran le sacre trombe vieto il ritornar, sarebbe infausto qui addurre il piè pria di quel segno. | |
(le sacerdotesse escono) | sacerdotesse, altre sacerdotesse -> | |
|
~ Io sento un'aura dolce prenunzia del nume quasi aliar di ventilate piume. Questo il momento è degli uffici arcani. (a Ero) Ero, qui resta tu. ~ (ai marinai, al popolo) Ite profani. | |
marinai, Leandro, pugili -> | ||
![]() ![]() ![]() ![]() | ||
Scena terza |
Ero, Ariofarne. |
|
ARIOFARNE |
||
ERO |
Ho scelto. Aspiro all'ombra del sidereo e casto vel che il pudico grembo adombra della Venere del ciel. | |
ARIOFARNE |
Bada o folle! E non paventi d'Ariofarne il genio fiero? Tu non sai che fiel diventi un amor deriso e altero. (ironicamente) Tortorella! dal tuo nido scacci l'avido sparvier?... Ho gli artigli e ti conquido, su di te saprò cader. | |
ERO |
(serenamente) Quella fulgida fiammella vedi là sul mar che danza? È di Venere la stella, è una stella di speranza. Del suo lume circonfusa un'aurora al cor mi vien, una pace ampia e diffusa in un fulgido seren. | |
ARIOFARNE |
(con ira) Pensa, pensa, la folgore romba! Pensa pria che s'arresti la sorte. | |
ERO |
(sdegnosa) Del tuo bacio men tetra è la tomba, del tuo riso men buia è la morte. | |
ARIOFARNE |
Son l'arconte possente e selvaggio, fu più volte il mio sdegno fatal. | |
ERO |
(fa per uscire) Nulla io temo. M'illumina un raggio che non spegne possanza mortal. | |
ARIOFARNE |
(la trattiene con forza e con passione) Ferma! Un ultimo istante. Deh! Aspetta! Mi sorridi, sembiante divin! Vuoi vendetta od amore? Con cupa solennità. | |
ERO |
Vendetta! | |
ARIOFARNE |
(con accento fatale) È segnato il tuo buio destin. | |
Ariofarne -> | ||
![]() ![]() ![]() ![]() | ||
Scena quarta |
Ero sola. |
|
|
||
del patrio lido, piccolo nido del vasto mar. Dell'alma Venere culla e flottiglia rosea conchiglia. In te ricircolano mille volute che fan che mormorino fin l'aure mute. Tu canti e sfolgori coro fra i cori, oro fra gli ori del sacro altar. L'api che ronzano fra gli oleandri, ne' tuoi meandri odonsi ancor. Un trillo eolio in te bisbiglia, rosea conchiglia. Entro ti palpitano le nettunine ninfe, che avvincolansi d'aliga il crine, e tutti i zeffiri pe 'l cielo erranti e tutti i canti del pescator. Dimmi l'oracolo di mia fortuna, tu della duna eco e splendor. Parla, la vergine cupida origlia, rosea conchiglia. (avvicina l'orecchio alla conchiglia e rimane come colta da orrore, da visione profonda) Parla... E che? Turbinano sconvolte l'onde! Crollan... Rigurgitano... Alte e profonde e sull'equorea terribil ira piomba la dira furia del tuon. Orror profetico! Rombo bieco terribil eco ria vision! Fuggi! Ho una lagrima sulle mie ciglia, tetra conchiglia. (getta la conchiglia inorridendo) | ||
![]() ![]() ![]() ![]() | ||
Scena quinta |
Ero, Leandro, Ariofarne. |
<- Leandro, Ariofarne |
Leandro penetra occultamente dal fondo della scena e contempla Ero. Ariofarne che ritorna dalla parte opposta lo scorge. Il seguente dialogo fra Leandro e Ariofarne avrà luogo tutto nel fondo a voce bassa. Ero si sarà seduta in un canto della scena preoccupata ne' suoi presentimenti e non vede i due che parlano. | ||
ARIOFARNE |
||
LEANDRO |
(Perduto io son.) | |
ARIOFARNE |
Nel varcar queste porte in ora vietata sai che affronti la morte? | |
LEANDRO |
(fiero) Il so, né temo. | |
ARIOFARNE |
(con ipocrisia) Adolescente eroe tu merti il mio perdono, all'adorata fanciulla io t'abbandono. | |
LEANDRO |
(Ahimè! Vacillo.) | |
ARIOFARNE |
Sì audace per la morte e sì pusillo per l'amore! fa' cor. Di Dafni e Cloe rinnovellisi il caso e quello stesso fuoco vorace la vergine accenda che in te balena adesso. (si allontana) (Soltanto allor vendetta avrò, tremenda.) (esce) | Ariofarne -> |
![]() ![]() ![]() ![]() | ||
Scena sesta |
Ero e Leandro. |
|
Idillio. | ||
LEANDRO |
||
ERO |
Leandro pio dalle pupille meste, tu perché vieni amabilmente a me? | |
LEANDRO |
Vengo a te, perché al fior d'una giunchiglia chiesi se m'ami... e mi rispose: no. | |
ERO |
Piansi perché un'eburnea conchiglia voce mi diede onde il mio cor tremò. | |
LEANDRO |
La conchiglia mentì... ma non il fiore. | |
ERO |
Sugli oracoli incombe alto mister. | |
LEANDRO |
Se parla Amor non ha misteri il core. | |
ERO |
Se parla il core ha misteri il pensier. Vedi, misteriosa è la viola sott'all'erbe e nell'arnia è ascoso il miel. | |
LEANDRO |
(con effusione) Dolce pensiero vuol dolce parola, scopri il tuo cor poich'è scoverto il ciel. Ben tu sveli la pompa delle chiome mostrando i bei biondeggiamenti al sol. | |
ERO |
O come guati... O come parli... O come stringi la man che pietà non suol! | |
LEANDRO |
Il daino morde al fiorente citiso, l'alpe vola alla rosa e l'onda al piano, e il mio viso s'affigge nel tuo viso e la mia mano ricorre alla tua mano. | |
ERO |
Dalle tue labbra sgorga la favella più d'un'anfora dolce e più vital. | |
LEANDRO |
Per mille aspetti mille volte bella virginalmente candida e fatal. Ahi! perché nacqui sull'opposto lido d'Asia cui rode eterno mareggiar! | |
ERO |
Odio il mare che sta fra Tracia e Abido ahi! mare crudele! ahi! spaventoso mar! | |
LEANDRO |
E per quest'odio io t'amo e dei profondi flutti disfido l'invido furor. Nel nostro bacio s'uniran due mondi due mondi s'ameran nel nostro amor. | |
ERO | ||
LEANDRO Ero! il sembiante magico figgi alla mia pupilla, è là che la tua immagine più vagamente brilla. Dal tuo bel viso piovemi una serena al cor soavità di balsami, melanconia d'amor. | ||
Si ode la fanfara di Ariofarne. Ma Ariofarne sarà già entrato in scena e si sarà nascosto dietro la statua d'Apollo. | <- Ariofarne | |
ERO |
||
LEANDRO |
(svelle un fiore di leandro da un arbusto) Anco un istante questo fiore ch'io svelgo ti rammenti il mio nome e l'amor. | |
ERO |
(prende il fiore) Leandro ascolta e quando fia ch'io ti rivegga? | |
LEANDRO |
Quando? Tal forza è in noi divina che se il mondo tutto s'armasse a separarci, uniti ne accoglierebbe il cielo. (esce) | Leandro -> |
![]() ![]() ![]() ![]() | ||
Scena settima |
Ero, Ariofarne. |
|
ERO |
||
(la fanfara s'avvicina) | ||
|
Pur la fanfara ascolto che s'avvicina. ~ Nel mio seno o fiore! Nume fatale... al mio spirto sconvolto (accorre alla statua d'Apollo) splenda la tua parola, e dell'Amore che in cor mi nacque, svelami la sorte; qual è l'oracol tuo? Favella. | |
ARIOFARNE |
(con voce cavernosa dietro il simulacro, senz'essere visto da Ero) Morte. | |
Ero fugge inorridita, Ariofarne la guarda fuggire con atteggiamento feroce. - La fanfara squilla fragorosamente. | Ero -> | |
Cala la tela. | ||
Generazione pagina: 29/01/2017 - Tipo pagina: opera•a_01 (3.00.40)
@
⚓
Progetti
✔=completo * ✝=sospeso
Indici dei libretti
Indice dei titoliAutori delle musicheAutori dei testiPrima esecuzioneData inserimentoFormato ridottoFormato PDFPersonaggiCronologiaSimboli / Symbols
❖ | Mappa / Map |
§ | Sezioni / Sections |
▤ | Testi / Texts |
☘ | Quadri / Scenes |
♬ | Num. mus. / Music numbers |
◉ | Dettagli / Details |
? | Aiuto / Help |
⚑ | Info cookies |
⚓ | Link |
@ |
Pre impostate
segnalazione.errori@librettidopera.it
contributo@librettidopera.it
contattaci@librettidopera.it
Per essere informati sugli aggiornamenti
usa questa e-mail preimpostataLink di questa pagina
http://librettidopera.it/eroleandro/a_01.html