Atto terzo

 

Scena prima

Gran sala d'armi del castello, come nella scena prima del primo atto, ma senza alcun festoso ornamento.
Lodoiska e Sigeski con Guardie, alcune delle quali custodiscono gli ingressi. Sigeski, è a sedere pensoso.

 Q 

Lodoiska, Sigeski, guardie

 

SIGESKI

Ah Lodoiska! ah figlia!  

LODOISKA

Ah padre amato

in quale orrendo stato

ne piombasti tu stesso!

SIGESKI

Ah, che pur troppo

l'ingiusto mio rigore

mi rinfacci a ragion.

LODOISKA

Del mio Lovinski

all'amor mi negasti;

e preda d'un tiranno, ahi! mi serbasti!

SIGESKI

Figlia, non più! se mi vedessi il core...

 

Scena seconda

Boleslao, Radoski, poi Lovinski incatenato fra i soldati, e detti.

<- Boleslao, Radoski

 

BOLESLAO

Il giusto mio rigore  

sospendo ancor. Guai se l'indugio è vano!

Lodoiska la mano

di consorte a me stenda, e vanne poi

libero a tuo talento.

LODOISKA

In van lo speri!

BOLESLAO

Or si vedrà.

(viene Lovinski)

<- Lovinski, soldati

 

Lovinski

se libertà tu brami, ad esser mia

Lodoiska disponi.

LOVINSKI

A Lodoiska

or per te parlerò.

(a Lodoiska)

Rammenta, o cara

che a me giurasti amor; che nelle vene

ti scorre dei Sigeski il nobil sangue;

che anche a costo di morte unirti mai

non devi a un traditor.

(a Boleslao con sprezzo maestoso)

Per te parlai.

BOLESLAO

Ah perfido!

LODOISKA

Ah Lovinski.

SIGESKI

In te ravviso,

ora un eroe, Lovinski, e della figlia

per te l'amore inusitato, e nuovo

io stesso,

(a Boleslao)

indegno, fremi, io stesso approvo.

BOLESLAO

Empi! così schernirmi! Olà, si chiuda

costui nell'alta torre.

LODOISKA

Ah padre!

SIGESKI

Ah figlia.

(parte con Radoski fra le guardie)

Sigeski, Radoski, soldati ->

 

LOVINSKI

Barbaro!  

BOLESLAO

E in brevi istanti,

in carcere distinto,

questi indegni traete. Un sol momento

vi concedo a pensar: ma poi tremate

se resistermi ancor, perfidi osate.

 

I miei sprezzati affetti  

il mio schernito amore

in voi punir saprò.

Io stesso in mezzo al core

l'acciar v'immergerò.

(parte solo)

Boleslao ->

 

Scena terza

Restano un momento pensierosi nell'afflizione, e poi Lodoiska dice risoluta.

 

LODOISKA

Lovinski... hai cor?  

LOVINSKI

Ne temi?

LODOISKA

Ebben, deciso

sia dunque il nostro fato. Io del tiranno

giammai sarò!

LOVINSKI

Ma il padre...

LODOISKA

Il padre istesso

ne morrà di dolor. Giurami, o caro

che d'altra non sarai. Di noi disponga

quindi a sua voglia il ciel.

LOVINSKI

Sì dolce idea

tutto conforta il cor. Questo momento

che il nostro estremo addio

render dovea sì rio, lieti ci veda,

mentre in amor così soave, e puro

eterna fé bell'idol mio ti giuro.

 

LODOISKA

Giuro che ad altro mai  

la destra porgerò,

che a quelli amati rai

sempre fedel sarò.

Se in mezzo alle catene

si affretti il mio morir

sarà del caro bene

l'ultimo mio sospir.

Insieme

LOVINSKI

Giuro che ad altra mai

la destra porgerò,

che a quelli amati rai

sempre fedel sarò.

Se d'empio avverso fato

vittima alfin cadrò,

col tuo bel nome amato,

fra i labbri, io morirò.

 

LODOISKA

Lovinski!

LOVINSKI

Addio!

LODOISKA E LOVINSKI

Che pena.

Ah perché mai serena

ai rei la sorte splende,

e con sì rie vicende

tormenta un fido amor!

 
(partono divisi tra le guardie)

Lodoiska, Lovinski, guardie ->

 
 

Scena quarta

Veduta del castello di Boleslao in altra parte più segreta del bosco,
nel quale si vedono l'ultime tende dell'accampamento dei tartari.
Picciola porta di segreta uscita del castello.
Radoski uscendo frettoloso dal castello con Sigeski, e Narseno.

 Q 

<- Radoski, Sigeski, Narseno

 

RADOSKI

Dei delitti d'un empio  

esser non voglio a parte. Amici andiamo,

liberi siete.

NARSENO

E dove!

SIGESKI

Ah che la figlia

con Lovinski perisce.

RADOSKI

Ecco uno scampo

ce l'offre il ciel. Se osate

ai tartari fidarvi.

 

Scena quinta

Giskano con séguito di Tartari da diverse parti, che li circondano.

<- Giskano, tartari

 

GISKANO

Olà fermate.  

RADOSKI

Signor l'ire sospendi,

a pugnar non si venne.

SIGESKI

Un atto grande

di nobile valor da te si chiede.

GISKANO

Parla.

NARSENO

Co' ceppi al piede

giace colà l'eroe, che a te la vita

generoso donò.

RADOSKI

Nobil donzella

è con lui prigioniera, e sovra loro

pende forse la morte.

SIGESKI

Ah vieni, ah corri,

con tutti i tuoi.

GISKANO

Si vada. All'armi. All'armi.

(escono dal bosco, e dalle tende i tartari, ed entrano tutti per la porta segreta del castello)

<- altri tartari

tartari, altri tartari ->

 

Per lui, vengo a pugnar. Vedrete amici

che fra i boschi non siamo

barbari tanto, e che la vita invano

non diè Lovinski al tartaro Giskano.

 
 

Scena sesta

Orrida prigione del castello con tre grandissime arcate in fondo serrate da alte porte di legno, che restano a suo tempo rovesciate, e lasciano vedere la gran piazza del castello. La prigione non riceve altro lume, che quello di un raggio di luce da un'alta finestra ferrata. Dal lato sinistro del teatro, scala scoscesa ma non molto alta per cui si scende nella prigione.
Lovinski solo sedendo sopra un masso, indi Boleslao, e Lodoiska.

 Q 

Lovinski

 

LOVINSKI

(si alza)

Lodoiska infelice!  

Lovinski sventurato!

In quale amaro stato

ne ridusse la sorte!

Che sarà del mio ben!

 

<- Boleslao

BOLESLAO

Vieni t'affretta.

LOVINSKI

Che miro?

<- Lodoiska

LODOISKA

Oh ciel.

BOLESLAO

Vendetta,

qui voglio, o voglio amor. Tu che superba

sei della tua costanza, e degli affetti,

tutti finor sacrificati a lui,

a me porgi la destra, o in questo istante,

cadrà trafitto il tuo sì caro amante.

LODOISKA

Ah Lovinski!

(va per darsi a Boleslao)

LOVINSKI

Ah che fai?

Speri salvarmi invano

tu col darti a costui.

LODOISKA

Lasciami! io voglio

che tu viva idol mio.

LOVINSKI

Santi numi del ciel, dove son io!

Che sarà! Che farò? Dove mi trovo!

Che caso oh ciel non mai più inteso, e nuovo!

 

BOLESLAO
(a Lodoiska)

Decidi.

LODOISKA

Aspetta.

LOVINSKI

Ascolta.

BOLESLAO
(a Lodoiska, e Lovinski)

Altri indugi non voglio.

O la destra, o la morte.

LODOISKA

Oh momento fatal!

LOVINSKI

Orrenda sorte!

 
Nel tempo, che si cantano questi versi, e che vi è dell'altra musica

<- Narseno, tartari

<- Sigeski, Giskano, Radoski, esercito tartaro

strumentale, scende precipitosamente per la scala Narseno, con molti
tartari, che circondano Boleslao; vengono contemporaneamente abbattute le tre porte di fondo, e si vede per le medesme al suono di lieta
marcia avanzarsi trionfante l'esercito tartaro in tre colonne avendo
alla testa Sigeski, Giskano, e Radoski.
 

LODOISKA, BOLESLAO E LOVINSKI

Che sento! qual rumore,  

stelle che mai sarà!

NARSENO
(a Lovinski)

Salvo tu sei

l'empio morrà.

(accennando a Boleslao)

LODOISKA E LOVINSKI

Stelle! che amica sorte.

Insieme

BOLESLAO

Stelle! che avversa sorte.

 

LOVINSKI

Cara che bel momento!

Respira il cor contento

a tal felicità.

LODOISKA

Ah padre amato!

SIGESKI

Ah figlia.

GISKANO

Il punto è questo,

Lovinski in cui la sorte

m'apre la via d'esserti grato. In dono

ebbi da te la vita. E in questo istante

ti do la vita, e la tua fida amante.

LODOISKA E LOVINSKI

Oh generoso!

BOLESLAO

Oh rabbia!

GISKANO
(a Boleslao)

E tu superbo

a morte...

LOVINSKI

Ah no, Non macchi un empio sangue

Giskano un sì bel giorno. Oh me felice!

Non ho più che temer. Alfin mi lice

dirti bell'idol mio, dirti che t'amo,

maggior felicità, cara, non bramo.

 

Contento il core in seno  

mi sento giubilar:

ritorna amor pietoso

quest'alma a consolar.

Voi fidi amanti

che un dolce amore

nel vostro core

lieti provate

dite, parlate,

dove ritrovasi

più bel piacere

una più amabile

felicità.

 

TUTTI

Cessi la strage, e il sangue,  

sia l'ira ormai placata

e torni con l'amata

l'amante a respirar.

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Fine (Atto terzo)

Atto primo Atto secondo Atto terzo

Gran sala d'armi del castello, senza alcun festoso ornamento.

Lodoiska, Sigeski, guardie
 

Ah Lodoiska! ah figlia!

Lodoiska, Sigeski, guardie
<- Boleslao, Radoski

Il giusto mio rigore

Lodoiska, Sigeski, guardie, Boleslao, Radoski
<- Lovinski, soldati

Lodoiska, guardie, Boleslao, Lovinski
Sigeski, Radoski, soldati ->

Barbaro!

Lodoiska, guardie, Lovinski
Boleslao ->

Lovinski... hai cor?

Lodoiska e Lovinski
Giuro che ad altro mai
Lodoiska, Lovinski, guardie ->

Veduta del castello di Boleslao in parte del bosco, nel quale si vedono tende dell'accampamento dei tartari.

<- Radoski, Sigeski, Narseno

Dei delitti d'un empio

Radoski, Sigeski, Narseno
<- Giskano, tartari

Olà fermate

Radoski, Sigeski, Narseno, Giskano, tartari
<- altri tartari
Radoski, Sigeski, Narseno, Giskano
tartari, altri tartari ->

Orrida prigione del castello con tre arcate. Scala scoscesa per cui si scende nella prigione.

Lovinski
 

Lodoiska infelice!

Lovinski
<- Boleslao

Lovinski, Boleslao
<- Lodoiska

Lovinski, Boleslao, Lodoiska
<- Narseno, tartari

(Boleslao circondato; le porte del castello vengono abbattute, si vede l'esercito tartaro)

Lovinski, Boleslao, Lodoiska, Narseno, tartari
<- Sigeski, Giskano, Radoski, esercito tartaro

Che sento! qual rumore

Lovinski, poi Tutti
Contento il core in seno
 
Scena prima Scena seconda Scena terza Scena quarta Scena quinta Scena sesta
Appartamenti di Lodoiska nel palazzo di Boleslao. Foresta alle falde di un monte sul quale si vedono le tende dei tartari. Veduta del castello di Boleslao. Ameno boschetto. Gran sotterraneo oscurissimo con due intricati sentieri; notte oscurissima. Steccati militari in una delle piazze del castello. Luogo magnifico corrispondente al palazzo di Boleslao. Atrio del palazzo di Boleslao con piazzetta a colonnato circolare. Gran sala d'armi del castello, senza alcun festoso ornamento. Veduta del castello di Boleslao in parte del bosco, nel quale si vedono tende dell'accampamento dei tartari. Orrida prigione del castello con tre arcate. Scala scoscesa per cui si scende nella prigione.
Atto primo Atto secondo

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