Atto primo

 

Scena prima

Deserta spiaggia di mare. Selva da un lato: rupi dall'altro; fra le quali sterpi, cespugli, e serpeggianti edere adombran l'ingresso d'un'oscura, e profonda caverna.

Immagine d'epoca ()

 Q 

<- Asterio, Europa, fanciullo, donzelle, guerrieri

 
[Tempesta]

 N 

Tempesta con lampi, tuoni, pioggia, sibilo di venti, e fragor di sconvolti flutti. Durante la medesima si vede in lontananza numerosa flotta di legni. Alcuni sommergonsi miseramente nell'onde; altri si perdono affatto di vista. Da un lacero vascello, che viene impetuosamente ad urtar contro il lido, sortono Asterio, Europa, e un picciolo Fanciullo, con varie Donzelle seguaci d'Europa, ed alcuni Guerrieri cretensi.
 
S'apre la scena mentre incomincia la sinfonia, ch'è un'imitazione dell'orrenda procella, e che si va rallentando a proporzione, che questa si scema, e che ritorna la calma. È questa annunziata dal dolce suono d'un oboe, che prende il luogo dell'andante dell'apertura, e che serve d'accompagnamento alla cavatina d'Asterio.
[I. Cavatina]

 N 

ASTERIO
(con sospensioni, ed interrompimenti a guisa di recitativo istrumentato)

Sposa...  

(mentre dal fanciullo, e da Europa si fa mostra di piangere, l'oboe, facendosi flebilmente sentir a solo, esprime i loro mesti lamenti)

 

Figlio...

(replica dello stesso querulo suono dell'oboe)

 

Ah voi piangete!...

(incomincia la cantilena continuata con l'accompagnamento dell'oboe concertante)

 

Con quel pianto a me volete

rammentar che reo son io.

Ma non merta il fallo mio

così barbaro martir.

 
Recitativo

EUROPA

Ah perché mai del pianto  

vuoi l'arbitrio negarci? Altro non resta

sollievo agl'infelici

nelle miserie estreme,

che quello sol di lagrimare insieme.

Nell'avversa tua sorte

meno ingegnoso adesso

io trovar ti vorrei

nell'arte, oh dèi! di tormentar te stesso.

ASTERIO

Ah! ch'io sol fui cagion...

EUROPA

Di Tiro, è vero,

tu nella reggia osasti

all'immatura speme

d'un più gradito amante,

ripugnante involarmi. A seguitarti

mio malgrado costretta, io teco in Creta

giunsi. Del ratto quivi al'inquieto

mio severo pudor sacro imeneo

scuso l'ardir, la violenza.

ASTERIO

Occulta

sempre al padre però, morendo, al trono

in Semele frattanto egli prescelse

del minor suo german l'unica prole.

EUROPA

Ma di regio consorte

la mano a lei finora

assicurato non ha il soglio ancora;

ch'Agenore l'acquisto

vietonne a chi mercarlo

pria non saprà col sangue

d'innocente stranier.

ASTERIO

Legge inumana,

che inefficace, e vana

render pretesi. Ad occupar qui meco

il tuo retaggio avito

pensai perciò di ricondurti.

EUROPA

Ah troppo

le tue, le mie speranze

mal fecondò l'evento!

ASTERIO

Di cento legni, e cento,

lacero avanzo di crudel fortuna,

una sol nave appena

ora inermi ci espon su quest'arena.

EUROPA

Miseri noi!

ASTERIO

Potessi

di Semele celarti

alle ricerche almeno infin che alcuna

delle disperse prore...

(volgendosi con sorpresa verso quella parte, onde s'ode rumor d'armi, e d'armati)

 

Ahimè! vicino

è già, o sposa, il periglio.

(inquieto, agitato, e smanioso)

Va'... nasconditi.

(accennando l'ingresso d'un antro vicino)

EUROPA

Oh ciel!... soccorri il figlio.

(nel ritirarsi precipitosamente, addita il fanciullo, che ritrovasi alquanto indietro fra le sue donzelle)

Europa ->

 

Scena seconda

Asterio, e 'l Fanciullo fra le Donzelle seguaci d'Europa, ed alcuni pochi Guerrieri cretensi, che vengono attaccati da Egisto, che si presenta loro
alla testa d'una squadra numerosa di Soldati fenici.

<- Egisto, soldati fenici

 

ASTERIO

Stelle!...  

(accorre con molta smania in difesa del fanciullo, mentre i soldati fenici s'inoltrano verso il medesimo)

 

Il figlio!...

(ai suoi guerrieri cretensi)

All'armi.

ASSALITI

(snudan l'armi, e si pongono in difesa del fanciullo, e delle donzelle, che lo circondano)

All'armi.

 
[II.]

 N 

EGISTO

(ai suoi soldati fenici, additando loro Asterio, ed i suoi seguaci cretensi)

Chi non cede alle nostr'armi  

si disarmi, ~ o cada estinto.

AGGRESSORI

(attaccando i guerrieri di Creta, che, durante il breve combattimento, si vanno reciprocamente incitando alla difesa, ed all'offese)

Chi non cede, cada estinto.

ASTERIO

(verso il cielo, nel veder ch'è rimasto solo, per l'oppressione, e dispersione de' suoi guerrieri cretensi)

Cruda sorte, hai vinto, hai vinto!

Ma da te non caddi oppresso:

(avanzandosi fieramente verso Egisto)

ma l'istesso ~ io sono ancor.

guerrieri ->

EGISTO

(accennando il fanciullo a' suoi fenici, che si pongono in atto di trafiggerlo)

Sia da voi trafitto il figlio;

o si renda il genitor.

DONZELLE

(supplichevoli verso Asterio)

Ah del figlio ~ il sol periglio

dia consiglio ~ tal genitor.

EGISTO

(di nuovo a' suoi soldati fenici)

Olà. Che più tardate?

(i soldati fenici si arrestano sorpresi all'improvvisa apparizione d'Europa)
 

Scena terza

Europa, che sorte improvvisa dal suo ritiro; e detti.

<- Europa

 

EUROPA
(accorre affannosa per impedir la strage del figlio)

Crudeli! Ah no. Fermate.  

(si pone tra il fanciullo, ed i soldati fenici)

Pria che ferir quel seno,

per questo petto almeno

passino, oh dio! quell'armi

a lacerarmi ~ il cor.

 

ASTERIO

(con tenerezza verso Europa)

Mio ben, che mai facesti?

EUROPA

(smaniosa verso Asterio)

Renditi.

ASTERIO

(gettando a terra l'acciaro, cede, non senza pena, e rincrescimento, alle istanze d'Europa)

Alfin vincesti.

ASTERIO

Cedo al paterno amor.

CORO

Vinse il paterno amor.

Insieme

EUROPA

Cedi al paterno amor.

 

EGISTO

(a' suoi soldati fenici)

Tratto in carcere distinto

sia ciascun fra' lacci avvinto:

e si serbi alla vendetta,

ch'oggi un padre aspetta, ~ e un re.

(parte)

Egisto ->

 

Scena quarta

Asterio, ed Europa colle sue Donzelle seguaci, il Fanciullo, ed i Soldati fenici.

 

EUROPA

Senti...  

(verso Egisto, che parte)

ASTERIO

Ferma...

(come sopra)

EUROPA

E vuoi?...

ASTERIO

Ma dove?...

 
(nel tempo, che da' soldati fenici s'incatenano Asterio, ed Europa, e si circondan le donzelle cretensi, e 'l fanciullo)

DONZELLE

Già rivolse altrove ~ il piè.

ASTERIO

(avvicinandosi a prender congedo dalla sposa)

Sposa, oh dio! ~ che pena io ~ sento!...

Ah non reggo al mio ~ tormento

nel doverti abbandonar!

EUROPA

(volgendosi con tenera smania allo sposo, ed al figlio)

Qual funesto ~ annunzio è questo!

Che tiranno ~ affanno ~ è il mio

nel dovervi, oh dio! ~ lasciar!

ASTERIO

(vedendo ch'i soldati s'incamminan già col fanciullo)

Stelle!...

EUROPA

(come sopra)

Il figlio!...

(volendo accorrer per arrestar i soldati fenici, vengon ritenuti da quella porzione di essi, che gli han posti in catene)

EUROPA E ASTERIO

Ahimè! Che fate?

ASTERIO

Sì: restate.

EUROPA

Sospendete.

EUROPA

L'alma, oh dèi, ~ mi trafiggete...

Insieme

ASTERIO

Non sentite?... non vedete?...

EUROPA

(con impeto a' soldati fenici, che la dividono dallo sposo, e dal figlio)

Mostri rei ~ di crudeltà!

DONZELLE

(partendo smaniose col fanciullo fra le guardie)

Ah per noi non v'è pietà!

Insieme

ASTERIO

(verso il cielo, con molta smania, sollecitato da' soldati fenici a seguitarli)

Giusti dèi, ~ che crudeltà!

SOLDATI

(inesorabili, e traendoli a forza per diversi lati nelle destinate prigioni)

No, per voi non v'è pietà.

 

donzelle, fanciullo, soldati fenici, Europa, Asterio ->

 

Scena quinta

Chiuso padiglione magnifico. Eccelso trono a destra.
Mobili cortine: in prospetto.
Egisto, e Semele, con Paggi, e Guardie fenicie.

 Q 

Egisto, Semele, paggi, guardie fenicie

 
Recitativo

SEMELE

Va': precedimi, Egisto. I sensi miei  

noti fra poco al regno

tutti saranno. Io voglio,

ch'oggi alla fine in foglio

vegga sedermi a lato

uno sposo, un monarca,

di lui degno, e di me. Fa' che s'aduni

il gran consiglio.

EGISTO

Il cenno

eseguirò. La vittima è già pronta,

che Agenore prescrisse. In mio potere

l'ha rimessa la sorte.

SEMELE

Altre immolarne

già seppe Isseo.

EGISTO

Perdona...

SEMELE

Oppresse, e dome

dal suo valor, di Cipro

tutte fur già le ribellanti schiere.

Fra l'armi, e le bandiere,

carco d'opime spoglie,

a noi torna, e qui chiede

l'omaggio tributarne al regio piede.

EGISTO

Io d'un solo straniero

saprò col sangue a lui

di questo soglio contrastar l'impero.

SEMELE

Dell'audace pensiero,

più d'appresso mirando il tuo periglio,

forse pentito, cangerai consiglio.

 
[III. Duetto]

 N 

 

(come il primo intercalare d'una delle prime arie comunemente usate)

Va coll'aura scherzando, talora  

sulla prora ~ l'incauto nocchier.

E pur sa che in tempesta ~ funesta

può cangiarsi quel vento leggier.

EGISTO

(in vece di una delle consuete seconde parti)

Fra gli orrori d'infida procella

mai quest'alma ~ non perde la calma:

sol mi basta per guida una stella

d'ogni mar nell'incerto sentier.

SEMELE

(replicando coll'opportune artificiose variazioni la stessa musica della prima parte dell'aria, a cui serve questa replica di secondo intercalare)

Tal da lunge, mirando il periglio,

sta con fronte, con ciglio ~ sereno.

Ma gli palpita il core nel seno

del cimento all'aspetto primier.

 

EGISTO
(sostenuto, ed imperioso)

Vil mi credi; e vil non sono.

I miei voti, la mia speme

porto audace infino al trono.

(con tenerezza)

Se mi balza in petto il core,

è d'amore ~ un segno espresso

questo istesso ~ palpitar.

(parte)

Egisto ->

(intanto s'ode rumor di timpani, e trombe, che annunziano esser all'ordine il campo)
 
Recitativo

SEMELE

(alle guardie, mentre servita da' suoi paggi, ascende sul trono)

Aprasi olà, custodi: e al soglio innanzi,  

senz'altro indugio, il vincitor s'avanzi.

 
 

Scena sesta

Festoso campo de' Fenici, che tornan trionfanti dalla spedizione, che ad Isseo fu commessa di ridurre ad ubbidienza il ribellato regno di Cipro.
Tutta la Cavalleria è disposta su i lati, e di prospetto nel fondo. In maggior lontananza si veggono i carriaggi, che accompagnan l'Esercito.
Timpani, e trombe a destra, ed a sinistra.
Dal centro del campo fra gloriosi trofei s'inoltra Isseo a cavallo, preceduto da' maggiori Duci delle schiere, e seguitato da' Prigionieri di Cipro.
Isseo; e Semele sul trono.

 Q 

<- cavalleria ed esercito fenicio

<- duci, Isseo, prigionieri

 
[IV.]

 N 

ISSEO

(rivolto a' suoi guerrieri, accenna loro i militari trofei, ed altre spoglie nemiche, di cui vengon carichi i prigionieri di Cipro)

Le spoglie guerriere,  

che accolte qui sono,

si spieghino altere

dinanzi a quel trono,

di nostra vittoria

per gloria ~ maggior.

CORO

(serve per il coro lo stesso motivo musicale della cavatina d'Isseo; ed intanto con guerriero fasto si dispongono intorno al trono i trofei militari)

Si spieghino altere

le spoglie guerriere

di nostra vittoria

per gloria ~ maggior.

 
Recitativo

ISSEO

Colle spoglie de' vinti a' piedi tuoi  

il militar comando

riverente io depongo.

(piegando il ginocchio innanzi al trono in atto di deporre il baston del comando)

SEMELE

(facendolo alzare)

Sorgi: e 'l poter supremo

serba, o prence, dell'armi: io te l'impongo.

ISSEO

(si leva, e ritiene l'insegna del militar comando)

Legge il cenno è per me.

SEMELE

Libero intanto

(accenna le spoglie nemiche)

d'ogni preda nemica

potrai disporre a tuo talento.

ISSEO

Ah troppo

generosa regina! Il merto avanza

delle conquiste mie sì gran mercede.

SEMELE

Ma non quello però della tua fede.

Questa, Isseo, m'è già nota: ed a premiarla

non tarderò.

(si leva in piedi, porgendole Isseo la mano, per discensere dal trono. I paggi si tengono indietro)

 

Mi siegui ove de' grandi,

già s'aduna il consiglio. A lor palese

de' miei pensier l'arcano

alfin tutto sarà. Se tu quel trono

a me difendi, è giusto

che teco io lo divida.

ISSEO
(sorpreso)

Che dicesti?... Che intesi?...

Né rammenti?... Né sai?...

SEMELE

So che d'Europa

la mano a te promessa

stringere un dì sperasti:

che riamato l'amasti:

e che forse con pena

ti risolvi a spezzar la tua catena.

ISSEO

Ah che pur troppo è vero!

Del primiero amor mio l'idea tenace,

privo di speme ancor, m'alletta, e piace.

SEMELE

Sensi d'alma fedel! Ma infin si stanca

la costanza in amore,

se la speranza in noi languisce, e muore.

ISSEO

Troppo indegno però di te si rese

chi a sospirar per altr'oggetto apprese.

SEMELE

Inopportuno ancor, sì bel ritegno

di mia scelta ti rende ognor più degno.

ISSEO
(confuso, ed agitato)

Meritarla io vorrei;

ma come?... oh dèi!... Senti... Mi perdo... Appieno

quel, ch'io dirti non so, comprendi almeno.

 
[V. Rondò]

 N 

(nuova specie di rondò a due)

 

Ah se gli affetti miei  

potessi, oh dèi! ~ spiegarsi!...

Ah ti direi ~ che amarti

quanto vorrei ~ non so.

SEMELE

Tanto s'è ver che brami;

altro dal ciel non chiedo;

vedo ~ che già tu m'ami

quanto più amar si può.

(torna al rondò)

ISSEO

Ah se gli affetti miei

potessi, oh dèi! ~ spiegarti!...

Ah ti direi ~ che amarti

quanto vorrei ~ non so.

(accelerando il tempo senza cambiar misura)

SEMELE

Qualora ~ eccede ancora,

bella è la tua costanza:

questa è la mia speranza;

questa m'innamorò.

(al motivo principale del rondò, replicato a due, se ben con parole, o con modulazione diversa)

ISSEO

Ah se gli affetti miei

potessi, oh dèi! ~ spiegarti!...

Ah ti direi ~ che amarti

quanto vorrei ~ non so.

Insieme

SEMELE

Ah più dal ciel non chiedo,

tanto s'è ver che brami!

Ah vedo ~ già che m'ami

quanto più amar si può.

(partono)

Isseo, Semele ->

 
 

Scena settima

Sala regia destinata per le adunanze del supremo consiglio de' grandi del regno. Trono a destra per la regina. Sedili più bassi vicini al trono, e dirimpetto al medesimo sulla manca per i grandi del regno. Simulacro di Temide in prospetto. I simboli della giustizia servono ad ornar tutta la scena.
Grandi del regno, con Egisto; indi Semele, ed Isseo.

 Q 

Egisto, grandi del regno, guardie

 
[VI. Coro]

 N 

CORO

O Temide immortale,  

o intelligenza eterna,

dalla magion superna,

ove in tua luce splendi,

le nostre menti a rischiarar discendi.

 

<- Semele, Isseo

Recitativo

EGISTO

Giungi attesa, o regina. Ecco raccolto  

di Fenicia il senato.

Or dal tuo labbro il regno il suo sovrano

impaziente aspetta.

SEMELE

Io d'appagarvi

risoluta, i miei passi ho qui rivolti.

Ciascun meco qui sieda: ognun m'ascolti.

 
(siedono tutti)
 

 

Voi mi chiedete un re: da me volete

che si elegga uno sposo. Irresoluta

al par di me chi non saria? Fra tanti,

ch'ugualmente del serto

atti qui miro a sostenere il pondo,

dubbia, incerta m'aggiro, e mi confondo.

Risolvere alla fine

pur già che a me conviene,

risolverò. Ma pria

del mio genio real, qualunque sia

la scelta, d'approvarla

chiedo a voi che si giuri.

ISSEO

Al giuramento

io non m'oppongo.

EGISTO

Ed io

d'Agenore la legge a te rammento.

SEMELE

Intempestiva, Egisto,

è la cura, il pensier.

ISSEO

Già dal mio brando

quel sangue si versò, che a noi richiese

un oltraggiato re.

EGISTO

Questo a placarlo

solo non basta, Isseo. L'ombra sdegnosa

a Lete in riva ognora

altro ne chiede, altro ne attende ancora.

SEMELE

Se lo brama, l'avrà. Del sacrificio

sai ben che a noi prescritta

non è la forma: e sai

che già di questo giorno

le pompe a coronar, tutto s'aduna

il popol nell'arena. Or quivi un solo,

fra i prigionier di Cipro,

volontario discenda

colle fiere a pugnar. Per lui da' lacci

si sciolgan gli altri: e renda

così d'un contumace il sol cimento,

Agenore placato, è ognun contento.

EGISTO

Ma straniera si vuole,

che la vittima sia.

ISSEO

Perde ogni dritto

di suddito fedel quell'alma rea,

che spergiura è al suo re: stranier si rende

quel figlio ingrato, che la patria offende.

EGISTO

Quei però, che dell'onde

naufrago a queste sponde

spinse il furor.

SEMELE

Chi ti assicura, Egisto,

che fenicio non sia?

EGISTO

Da' labbri suoi

noi saper lo potrem.

(alle guardie, che partono, per introdurre Asterio)

Qui s'introduca

il prigionier. Si osservi,

si esamini, s'ascolti, e se sia d'uopo,

a favellar si astringa.

guardie ->

 
(guardando Asterio, che s'innoltra con passo grave, e così intrepido aspetto)

SEMELE

Eccolo.

ISSEO

In volto

un non so che gli scorgo

d'anima non volgar.

 

Scena ottava

Asterio fra le Guardie, e detti.

<- Asterio, guardie

 

SEMELE

Stranier, t'avanza.  

ASTERIO

Che si vuole da me?

EGISTO

Saper si brama

donde vieni, chi sei.

ASTERIO

Tale son io,

che ancor fra le ritorte,

serbo un'alma nel petto invitta, e forte.

ISSEO

(Che ardir!)

SEMELE

(Che fieri detti!)

EGISTO
(ad Asterio)

A noi palesa

la patria, il nome tuo.

ASTERIO

Vi basti quanto

da' labbri miei finor sapeste.

EGISTO

Il vero

celare invan tu speri.

(a Semele)

Un'infelice

sua compagna per lui ciò, ch'egli tace,

tutto dirà.

SEMELE

(alle guardie, che partono, per tornar con Europa)

Questa si cerchi.

(ad Asterio)

È forse

a te consorte?

guardie ->

ASTERIO

Or ora,

tuo malgrado, il saprai.

EGISTO

Temerario!

SEMELE

Vedrai...

ASTERIO

Chi sa? Potrei

su quel soglio in tua vece

oggi forse mirarla.

 

Scena nona

Europa fra le Guardie, e detti.

<- Europa, guardie

 

EUROPA

(accennando Asterio)

Il re di Creta  

sì, vedrà forse che, a quel soglio il cielo

nella smarrita Europa oggi destina

render la sposa sua, la tua regina.

(verso Semele)

 

SEMELE

(Numi!)

EGISTO

(guardando Europa)

(Europa!)

SEMELE
(con molto stupore)

(Che intesi!)

ISSEO

(guardando Asterio)

(È il re di Creta,

che m'invola il mio bene!...)

SEMELE

(sogguardando sospettosa Isseo)

(Ah! Mi tradisce

l'ingrato Isseo...)

EGISTO

(osservando attentamente i moti d'Isseo)

(Già impallidisce in volto

l'odioso rivale!)

ISSEO
(costernato)

(A questo passo

preparato io non era.)

SEMELE

(Io son di sasso!)

 
[VII. Finale]

 N 

(lentamente, con interruzione d'istrumenti)

ASTERIO

(guardando or Semele, or Isseo, ed ora Egisto)

Qual silenzio!  

EUROPA

(guardando or Semele, or Isseo, ed ora Egisto)

Che nuovo stupore!

ASTERIO

È rispetto?

EUROPA

Rimorso?

ASTERIO

Timore?

EGISTO

(guardando Isseo)

Qual pallor!... Qual rossore improviso!

SEMELE

(fissando attentamente lo sguardo ad osservare Isseo)

Quello sguardo sospetto, indeciso

mille dubbi mi sveglia nel seno.

ISSEO

(costernato, e confuso)

Qual tumulto d'affetti ho nell'alma!...

Ah potessi nasconderlo almeno!

EUROPA

(mirando Isseo)

Di quel core si turba la calma.

ASTERIO

(guardando Egisto)

Di quel ciglio si cangia il sereno.

 
(a cinque, entrando con una specie d'imitazione uno dopo l'altro)

EUROPA

La sorpresa già muti gli rende:

più non s'ode un accento formar.

ISSEO

Nel contrasto di tante vicende

ardo, agghiaccio, non posso parlar.

SEMELE

Oh che giorno ~ funesto ~ è mai questo!

Tutto il sangue io mi sento ~ gelar.

Insieme

ASTERIO

D'altra luce già il cielo s'accende:

già comincian gli audaci a tremar.

EGISTO

Di già il tuono rimbomba d'intorno:

pur non torno ~ di nuovo a sperar.

(il coro solo, mentre sospesi taccion gli attori)

CORO

Strano evento!

 
IIº

Terribil momento!

(rientrando gli attori ad esclamare insieme col coro)

 
IIIº

Freme il vento:

 
IVº

s'intorbida il mar.

 

SEMELE

Parli Egisto.

EGISTO

Già dissi abbastanza.

SEMELE

Tace Isseo?

ISSEO

(Non ho più speranza.)

SEMELE

(ad Isseo)

Di che temi?

(ad Egisto)

Perché ti confondi?

(di nuovo ad Isseo)

Non rispondi?

(Asterio accenna con ironia Egisto; ed Europa addita Isseo)

EUROPA

Parlar s'ei ricusa,

la sua scusa ~ il mio labbro farà.

Insieme

ASTERIO

Parlar s'ei ricusa,

quel, ch'ei tace, il mio labbro dirà.

 

ASTERIO

(sempre accennando Egisto)

Del soglio se mira

perduta la speme,

quell'alma feroce,

che tacita freme,

s'affanna, sospira;

più voce ~ non ha.

EUROPA

(con passi d'agilità, sempre additando Isseo)

È amor, che loquace,

che muto lo rende:

se parla, se tace,

l'agghiacia, o l'accende.

Quel nume fallace

mai pace ~ non dà.

 

SEMELE

Dinanzi al mio sguardo

gli audaci togliete.

(alle guardie, che si muovono per condur via Europa, ed Asterio)

ISSEO

Ah no: sospendete.

(arrestando le guardie)
 

SEMELE

(con sorpresa, meravigliandosi del movimento d'Isseo)

(Che ascolto!... Che miro!...

(con sospensione)

Che aspetto? Che tardo?

(con moto, ed agitazione)

Già smanio, deliro,

m'infiammo, m'accendo,

ragion non intendo;

frenarmi non so.)

 

EGISTO
(alle guardie)

Il cenno eseguite.

 
(Asterio ad Europa, e questa ad Asterio con tenerezza)

EUROPA

Che barbara sorte!

Di morte ~ all'aspetto

se tacita io gemo,

sol temo ~ per te.

Insieme

ASTERIO

Mia dolce consorte

fra lacci, e ritorte

se palpito, e fremo,

non tremo ~ per me.

 

SEMELE
(a Europa ed Asterio)

Superbi, partite.

 
(insultando Semele)

EUROPA

Ti sprezzo spietata.

Crudel, non ti cedo:

non chiedo ~ pietà.

Insieme

ASTERIO

Ti lascio sdegnata.

Quest'alma nel petto

smarrirsi non sa.

(partono insieme fra le guardie)

Europa, Asterio, guardie ->

 

Scena decima

Isseo, Semele, ed Egisto, con i Grandi del regno.

 
(arrestando Semele, che parte)

EGISTO

Dove?...  

ISSEO

Ascolta.

 

SEMELE

(torna indietro sprezzante)

Io tutto intesi.

 

ISSEO
(a Semele)

Ma...

SEMELE
(ad Isseo)

T'accheta.

ISSEO
(supplichevole a Semele)

In che t'offesi?

SEMELE

(avanzandosi di qualche passo, e volgendosi minacciosa ad Isseo)

Pensa, ingrato... Ah!...

ISSEO
(sommesso a Semele)

Siegui.

SEMELE
(smaniosa)

Oh dèi!

 
(dopo qualche momento di silenzio)

ISSEO
(a Semele)

Perché taci?

EGISTO
(a Semele)

Che ti arresta?

(Semele siegue a rimaner tacita, e pensosa, fissando a terra lo sguardo)
 
(porzione del coro, guardando attentamente i moti di Semele, che sta fremendo)

CORO

Già si scuote...

(altra porzione del coro, come sopra)

 
IIº

Già si desta...

 

SEMELE

(con grande agitazione, minacciando tutti)

Ah tremate, ~ paventate.

Oggi tutti e giusti, e rei

l'ira mia confonderà.

CORO

(un dopo l'altro, crescendo sempre la forza dell'espressione agitata)

Ah quell'ira,

IIº

quello sdegno

IIIº

sol di stragi,

IVº

affanni,

e lutto

(tutti uniti con agitazione molto smaniosa)

tutto il regno ingombrerà!

Insieme

ISSEO E EGISTO

(a Semele, volendo placarla)

Isseo:

Deh sospendi...

Egisto:

Ferma...

Isseo:

Intendi...

(insieme, smaniosi)

Egisto:

(Se geloso ha in petto il core,

l'ira in lei ~ si accrescerà.)

Isseo:

(Ah l'ingiusto suo rigore

chi frenare, oh dèi! ~ potrà?)

 

Fine (Atto primo)

Atto primo Atto secondo

Deserta spiaggia di mare; selva da un lato: rupi dall'altro; fra le quali l'ingresso d'un'oscura, e profonda caverna.

(tempesta con lampi, tuoni, pioggia, sibilo di venti, e fragor di sconvolti flutti; si vede in lontananza flotta di legni; alcuni sommergonsi miseramente nell'onde)

<- Asterio, Europa, fanciullo, donzelle, guerrieri

[Tempesta]

(ritorna la calma)

[I. Cavatina]

Ah perché mai del pianto

Asterio, fanciullo, donzelle, guerrieri
Europa ->
Asterio, fanciullo, donzelle, guerrieri
<- Egisto, soldati fenici

Stelle!... il figlio... All'armi

[II.]

Egisto, Coro, Asterio
Chi non cede alle nostr'armi

(breve combattimento)

 
Asterio, fanciullo, donzelle, Egisto, soldati fenici
guerrieri ->
 
Asterio, fanciullo, donzelle, Egisto, soldati fenici
<- Europa
Europa, Asterio, Egisto e Coro
Crudeli! Ah no. Fermate
Asterio, fanciullo, donzelle, soldati fenici, Europa
Egisto ->
donzelle, fanciullo, soldati fenici, Europa, Asterio ->

Chiuso padiglione magnifico. Eccelso trono a destra.

Egisto, Semele, paggi, guardie fenicie
 

Va': precedimi, Egisto

[III. Duetto]

Semele ed Egisto
Va coll'aura scherzando
Semele, paggi, guardie fenicie
Egisto ->

(rumor di timpani, e trombe)

Aprasi olà, custodi

Festoso campo de' fenici; in lontananza si vedono i carriaggi; timpani e trombe a destra e a sinistra; trono.

Semele, paggi, guardie fenicie
<- cavalleria ed esercito fenicio
Semele, paggi, guardie fenicie, cavalleria ed esercito fenicio
<- duci, Isseo, prigionieri

[IV.]

Colle spoglie de' vinti a' piedi tuoi

[V. Rondò]

paggi, guardie fenicie, cavalleria ed esercito fenicio, duci, prigionieri
Isseo, Semele ->

Sala regia destinata per le adunanze del supremo consiglio; trono a destra per la regina; sedili più bassi vicini al trono e dirimpetto al medesimo; simulacro di Temide in prospetto; I simboli della giustizia ornano tutta la scena.

Egisto, grandi del regno, guardie
 

[VI. Coro]

Egisto, grandi del regno, guardie
<- Semele, Isseo

Giungi attesa, o regina

Egisto, grandi del regno, Semele, Isseo
guardie ->

Egisto, grandi del regno, Semele, Isseo
<- Asterio, guardie

Stranier, t'avanza

Egisto, grandi del regno, Semele, Isseo, Asterio
guardie ->

Egisto, grandi del regno, Semele, Isseo, Asterio
<- Europa, guardie

Il re di Creta

[VII. Finale]

Asterio, Europa, Egisto, Semele, Isseo e Coro
Qual silenzio!
Egisto, grandi del regno, Semele, Isseo
Europa, Asterio, guardie ->
Egisto, Isseo, Semele e Coro
Dove?... / Ascolta. / Io tutto intesi.
 
Scena prima Scena seconda Scena terza Scena quarta Scena quinta Scena sesta Scena settima Scena ottava Scena nona Scena decima
Deserta spiaggia di mare; selva da un lato: rupi dall'altro; fra le quali l'ingresso d'un'oscura, e profonda... Chiuso padiglione magnifico. Eccelso trono a destra. Festoso campo de' fenici; in lontananza si vedono i carriaggi; timpani e trombe a destra e a sinistra; trono. Sala regia destinata per le adunanze del supremo consiglio; trono a destra per la regina; sedili più bassi... Carcere oscuro; diversi cancelli, e ferrate porte all'intorno. Elegante gabinetto nella reggia; tavolino. Tempio della Vendetta; ara nel mezzo, col simulacro di Nemesi; in varie nicchie laterali... Vasto cortile, che da un lato corrisponde alla reggia, e dall'altro al vestibolo, per cui si passa nel... Interna terrena parte della magnifica reggia di Tiro; trono a destra.
[Tempesta] [I. Cavatina] [II.] [III. Duetto] [IV.] [V. Rondò] [VI. Coro] [VII. Finale] [VIII. Aria] [IX. Duetto] [X. Recitativo e aria] [XI.] [XII.] [XIII. Recitativo accompagnato e Aria] [XIV. Coro] [XV. Recitativo accompagnato] [XVI. Coro] [XVII. Recitativo accompagnato] [XVIII. Aria] [XIX. Coro]
Atto secondo

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