Argomento

Dalle penne greche, e latine nacque con eterno volo la fama de' superbi giganti nella guerra di Flegra contro Giove il supremo fra numi; ma fulminato dall'alta destra l'orgoglio insano, restò sepolta sotto le proprie ceneri l'alterigia degli empii, che insegnò con suoi gemiti ridir le vittorie del cielo alle spelonche del Mongibello, e Vesuvio. Quindi Giove spezzando le catene all'antico padre Saturno, già prigioniero de' suddetti, assicurò sulla strage de' ribelli titani il vasto regno de' cieli, e poiché videsi dalle bellezze di Venere sorger più cruda guerra riunì la pace de' numi co' la Divisione del mondo, assegnando a Nettuno lo scettro de' mari, ed a Pluto l'impero di Dite.

Si finge:

che Venere lontana dal marito Vulcano fuggisse con Amore suo figlio nel cielo per disseminare fiamme amorose nel cor de' numi, al cui arrivo ingelosita Giunone accaggionasse da quella reggia l'esilio d'Amore.

Che lo stesso disceso nell'inferno suscitasse la discordia conducendola in cielo co' suoi ministri per concitare nel seno de medesimi, sdegni, gelosie, guerre, e furori.

Che infine Cinzia sorella d'Apollo fosse dallo stesso destinata per isposa a Nettuno, ma divenisse, come narrano le favole consorte di Pluto.

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