Atto primo

 

Scena prima

Camera con toelette, tavolino e libri.
Don Piastrone in veste da camera studiando; Dori adornandosi avanti allo specchio; Eufelia che domanda vari libri, ambe servite dai loro Domestici.

 Q 

Piastrone, Dori, Eufelia, domestici

 

DORI

Melensi che siete,  

gran rabbia mi fate,

quel nastro, il vedete?

ben messo non sta.

EUFELIA

Plutarco porgete,

Terenzio cercate

dell'asino avete;

servir non si sa.

PIASTRONE

Silete, ve 'l zitto;

chi strilla, fa chiasso,

Laerzio l'ha scritto,

leggetelo qua.

DORI

Sta male, vi ho detto,

da me lo farò.

EUFELIA

Virgilio l'ho letto,

Plutarco qui vo'.

PIASTRONE

Ma zitto un pochetto,

si termina, o no?

EUFELIA, DORI E PIASTRONE

Tal asino, al certo,

mai visto non ho.

Che chiasso! che ghetto!

Più capo non ho.

 

domestici ->

PIASTRONE

Figlie, di voi sapete  

che il più probabil genitor son io:

siate dunque ubbidienti al cenno mio.

DORI

Figlia non fu di me più ubbidiente;

ma oggi, che si tratta

di marito pigliar, divengo matta.

EUFELIA

Io poi solo desio

un marito conforme al genio mio.

Amo, come sapete,

la lettura, il ritiro e la quiete.

Se alcun su questo far mi si presenta,

io non cerco di più, vivrò contenta.

PIASTRONE

Figlie, dolce pupazze

delle viscere mie, vi stringo al petto,

e specialmente te, che generata

par che t'abbi Aristotele. I mariti

gli avrete, sì gli avrete. I tuoi sponsali

son già conclusi, e tu no 'l sai.

DORI

Oh bella!

Ma con chi? Già sapete,

che son di genio allegro, ed uno sposo

vorrei dell'umor mio.

PIASTRONE

Così l'avrai.

Egli è un italian come siam noi,

che ha tante e tante volte

fatto con me negozi; è un mercadante

di cuoio, grasso, allegro.

DORI

Sarà quello

che spesso a trafficar venne in levante?

PIASTRONE

Certo: don Gasperone.

DORI

E verrà?

PIASTRONE

Ieri sera

giunse in Libadia, e adesso qui s'aspetta,

giovinetto il conobbi, e siamo amici

a segno tal che sostener potrei,

che tutti i padri suoi son padri miei.

DORI

Oh me felice! Or sì ne son contenta.

Sempre inclinata fui per tal nazione,

con cui per il vestir ancor mi adatto.

EUFELIA

Ed io?

PIASTRONE

E tu non hai

in vista alcun?

EUFELIA

No, veramente... solo...

non saprei dir; ma forse...

DORI

Dillo via.

PIASTRONE

Non fare la smorfiosa.

EUFELIA

Quel giovane che viene in questa casa

a conversar con noi.

PIASTRONE

Capisco, figlia;

parli di Artemidoro?...

Me l'era quasi quasi immaginato;

non mi dispiace, è un giovine posato.

Però, però Piastrone

non farà passo affatto

se non va a consigliarsi con chi sa.

Siam nella Grecia, dove

la terra, in vece di cocuzze e cavoli,

sguiglia scienze e filosofi. «Tagliare

mai tavola si deve

senza pria misurarla»: scrisse Talo,

gran filosofo greco,

colui che inventò la serra e il sesto,

alla pagina trenta, capo sesto.

 

Or su, già compresi  

il vostro desio,

e quel che poss'io,

per voi lo farò.

Tu serio lo brami?

allegro tu l'ami?

Sia allegro, sia serio,

pur ch'abbia criterio,

che opporre non so.

Son facil, son buono

in quel che si può.

(parte)

Piastrone ->

 

EUFELIA E DORI

Un padre sì buono

trovar non si può.

(partono)

Eufelia, Dori ->

 

Scena seconda

Artemidoro, poi Eufelia.

<- Artemidoro

 

ARTEMIDORO

Barbaro amor, per tanti miei raggiri  

perché non mi fai giungere alla meta

de' miei disegni? Adoro

Doride bella, e fingo

di amare Eufelia. Affetto

caratter di filosofo, e no 'l sono,

e pur non spera il core

rimedio al suo languir. Barbaro amore!

 

<- Eufelia

EUFELIA

Artemidoro?  

ARTEMIDORO

Eufelia?

EUFELIA

Adesso è giunto

della germana mia lo sposo, ed ella

l'è andata ad incontrar.

ARTEMIDORO

(Ohimè! che sento!)

EUFELIA

Tu filosofo sei,

filosofa son io,

si potrebbe fra noi far un bel paio

di sposi filosofici.

ARTEMIDORO

(Si cambi

discorso.) Cosa leggi?

EUFELIA

I caratteri leggo di Teofrasto.

ARTEMIDORO

Io del divin Platone

sto i dialoghi leggendo.

EUFELIA

Ecco, allegri di qua vengon gli sposi

sediam noi da filosofi a studiare.

ARTEMIDORO

(Oh affanno! o gelosia! e pur conviene

fra tante pene e tante

ch'io tolleri di più questa seccante!)

 
(siedono a studiare)
 

Scena terza

Dori e don Gasperone, che vengono cantando, senza fare minima attenzione ad Eufelia ed Artemidoro, che stanno seduti alla parte opposta.

<- Dori, Gasperone, Franceschino servitore

 

GASPERONE

Largo, largo al matrimonio:  

oh che coppia bella e gaia!

Mascolini a paia a paia

noi vogliamo germogliar.

DORI

Passeggiando m'innamori,

col parlar quest'alma incanti:

ambi siam di uguali umori,

belli amanti in verità.

EUFELIA E ARTEMIDORO

Ah! silenzio, dove sei?

dove sei, tranquillità?

DORI

Qualche cosa del viaggio

avrei genio d'ascoltar.

GASPERONE

In un pelago selvaggio

passai venti, scogli e mar.

EUFELIA E ARTEMIDORO

Il più incomodo del saggio

è il soffrir l'asinità.

 

GASPERONE

In Livorno m'imbarcai,

tra fanciulli e ragazzelle;

bella musica ascoltai

di tamburi e cetre belle:

passai Corsica e Morea,

mare vivo e mare morto,

ed or vengo a pigliar porto,

mia bellina, accanto a te.

DORI

Quanto è gaio! quanto è caro!

Il più amabile non v'è.

 

ARTEMIDORO

Ma, signori, è un'insolenza

quel continuo cicalar.

EUFELIA

Ma un tantin di convenienza

con chi studia s'ha da usar.

DORI E GASPERONE

A seccaggine non pensa,

chi ha piacer d'amoreggiar.

 

DORI

Acciò non tralasciamo  

l'intrapresa allegria, lieti sediamo.

GASPERONE

Fo ciò che vuoi, mia bella. Sto scaldato.

Posso, dico, levarmi la parrucca?

DORI

Fate ciò che volete.

GASPERONE

Franceschino,

cavami dal bagaglio un berrettino.

(dà la parrucca al servitore, dal quale riceve una berretta)
 

Franceschino servitore ->

 

Perdoni; ché noi altri  

italiani, subito

arrivati alla casa, ci spogliamo.

ARTEMIDORO

(Che matto maledetto!)

EUFELIA

Leggi il divin filosofo.

ARTEMIDORO

(alzandosi)

L'ho letto.

DORI

Dunque diceste il mio visin v'aggrada?

GASPERONE

Cattera! E che per questo

a matrimoniarla son venuto

infin nell'arcipelo.

DORI

Dir vorrete arcipelago.

ARTEMIDORO

(battendo con flemma sulla spalla a don Gasperone)

Di grazia.

GASPERONE

(volgendosi con sorpresa)

Che comanda?

ARTEMIDORO

Si alzi.

GASPERONE

Mi devo alzar?

ARTEMIDORO

La sedia è mia.

GASPERONE

È vostra? compatisca;

or me ne prendo un'altra.

(don Gasperone s'alza, ed Artemidoro siede accanto a Dori)

ARTEMIDORO

(Non credo che quell'uom sì scimunito

Doride voglia prendersi in marito.)

GASPERONE

(accennando a Dori che vada da lui)

Ehi, ehi, qua, qua ti voglio.

DORI

(s'accosta a don Gasperone)

Son qua, caro sposino.

EUFELIA

Senti un po', Artemidor, senti il divino.

ARTEMIDORO

Non ho piacer di più studiare affatto.

EUFELIA

(Costui ha del filosofo e del matto.)

GASPERONE

E così sappia ella...

(appena seduto dall'altra parte don Gasperone accanto a Dori, Artemidoro gli fa l'istessa azione di sopra in sulla spalla)

ARTEMIDORO

Di grazia.

GASPERONE

(Un'altra volta!) Che le manca?

ARTEMIDORO

S'alzi.

GASPERONE

Anche di qua?

ARTEMIDORO

La sedia è mia.

GASPERONE
(a Dori)

Come! tutte le sedie son le sue?

Or me ne prendo un'altra.

(s'alza, e va a sedere in un'altra)

ARTEMIDORO

Dori, pensa che fai...

(Dori, ai cenni di don Gasperone, s'alza e va da lui)

DORI

Eccomi a' cenni tuoi.

GASPERONE

Ma quel merlotto

spirante che ne vuol da' fatti miei?

ARTEMIDORO

(Fremo di gelosia!)

EUFELIA

Artemidoro,

Teofrasto e Platone...

perché tu non sei qui... fanno un contrasto...

ARTEMIDORO

(Maledirei Platone e Teofrasto.)

DORI

Ripigliamo il discorso.

GASPERONE

Sappia ella...

ARTEMIDORO

Doride?

DORI

(s'alza per parlargli in segreto)

Che comanda?

ARTEMIDORO

Una parola.

DORI

Eccomi.

GASPERONE
(ad Eufelia)

Dica un po'! chi è quel signore

che va cercando a forza

pugni negli occhi e sganasson su i denti?

EUFELIA

Un dei greci filosofi eccellenti.

ARTEMIDORO
(piano a Dori)

Dunque vi piace?

DORI

Assai.

GASPERONE
(ad Artemidoro)

Ehi! quel signore,

ci serve più quel mobile?

ARTEMIDORO

Quel mobile

sta bene dove sta.

GASPERONE

Oibò, sta male.

Due femmine e due uomini

è error d'ortografia; ma quando uniamo

così un uomo e una femmina, il prospetto

comparisce più dotto:

(tirando a sé Dori)

un boccon di pollanca, un bicchierotto.

ARTEMIDORO

Tu m'hai seccato, e credi darmi spasso.

GASPERONE

E se vuoi che t'ingrassi, ora t'ingrasso.

(minacciandolo)

EUFELIA

Ma Artemidor!

ARTEMIDORO

Ma Eufelia!

Io non voglio studiar, ho altro in testa.

EUFELIA

Numi di Grecia, e qual bestemmia è questa?

O alme illuminate

degli antichi filosofi d'Atene,

che concetto farete di costui!

ARTEMIDORO

Non sdegnarti, mio bene,

parlò il labbro: ma il core

no, che non consentì: studiar vogl'io,

filosofo esser voglio, e voglio amarti

finché avrò giorni, con sinceri ardori.

EUFELIA

Or con quel bel parlar più m'innamori.

 

In udir quei cari accenti  

flebil voce io sento al core,

che ravviva i miei contenti,

e la calma in sen mi dà.

Se sei savio ti prometto

sempre amore e fedeltà.

Ma se ardisce un vil concetto

proferir quel labbro audace,

non sperar da me più pace,

tutto sdegno il cor sarà.

(parte)

Sfondo schermo () ()

Eufelia ->

 

ARTEMIDORO

E quei fanno all'amor! Ve' che bestiaccia!  

Vuol proprio che lo prenda a pugni in faccia.

 

Scena quarta

Don Piastrone e detti.

<- Piastrone

 

GASPERONE

Oh sior Piastrone amato!  

PIASTRONE

Genero mio garbato, non credeva

mai d'abbracciarti vivo.

(s'abbracciano)

GASPERONE

Ed io vorrei

che non vedessi notte.

PIASTRONE

Figlia, sloggia

di qua, solo restare

con questi galantuomini degg'io.

DORI

Ubbidisco.

GASPERONE

Buon giorno,

cara déa.

DORI

Da qui a poco a te ritorno.

 

Dori ->

PIASTRONE

Sedie, pipe e caffè per tutti e tre. ~  

Già per due galantuomini vi stimo;

ma il comodo talora, l'occasione,

la frequenza, l'amor, la gioventù...

malgrado la virtù,

potrebbe... che so io... per distrazione...

ARTEMIDORO

Qual dubbio? mi offendete!

GASPERONE

Sior Piastron? questo l'è un scappellotto

per la testa di morte

del fu mio genitor. Sai come nacque?

PIASTRONE

Non vi offendete, no,

so la vostra onestà;

ma voi dovete ancora

assicurar la mia tranquillità.

ARTEMIDORO

Ma in che maniera?

PIASTRONE

Il sior don Gasperone

oggi sposerà Doride; ~ e dovete

voi nel comun sollazzo

dar la destra ad Eufelia.

ARTEMIDORO

(Oh che imbarazzo!)

PIASTRONE

Che dice lei?

ARTEMIDORO

Io penserei, pregandovi

di variar, con dare

Eufelia a quel signore, e Dori a me.

GASPERONE

Oibò, Dori si deve

indorare con me.

ARTEMIDORO

(alzandosi)

Ma rifiutare

Eufelia è una baldanza. Io sono amico

di casa, e assai mi cuoce...

GASPERONE

Se ti cuoce,

e tu soffiaci, ch'io

che ci sono venuto a patto fatto.

ARTEMIDORO

Da galantuom, che ucciderò quel matto,

lasciami, sior Piastron.

(in atto di azzuffarsi)

PIASTRONE

(frapponendosi)

Via, non è nulla.

ARTEMIDORO

L'uccido.

GASPERONE

Uccidi e chi? lascialo diavolo!

Alla fame che ho io,

tu mi sembri un piattin di fagioletti.

PIASTRONE

Ma non più strilli, siate benedetti!

 

ARTEMIDORO

Vigliaccon, balordo, indegno,  

asinon, villan plebeo...

Se mi metti nell'impegno

fo pentirti dell'orgoglio...

Ma lasciatemi, gli voglio

insegnar la civiltà.

Di filosofi al contegno

più non bado, e non do retta,

se trofeo di mia vendetta,

quell'ardito non cadrà.

(parte)

Artemidoro ->

 

GASPERONE

Signor Piastron, si è mai veduto in Grecia  

un filosofo ancora

camminare ad un occhio?

PIASTRONE

No, mai fin or.

GASPERONE

Ed or ci vedi questo.

PIASTRONE

Andiam: farò abbracciarvi, ed in campagna

ci porteremo a far i matrimoni.

GASPERONE

In altro caso io già mi son fissato,

che in cambio di sposar, sarò impiccato.

 
(partono)

Piastrone, Gasperone ->

 
 

Scena quinta

Bosco; in fondo erta e sassosa rupe, a piè della quale selvaggia grotta con due ingressi.

 Q 

<- Trofonio

 

TROFONIO

(ch'esce dalla grotta)  

Spirti invisibili

ch'ite per l'aere,

di tuoni e folgori

eccitator;

e voi di rupi

e d'antri cupi,

voi del profondo

centro del mondo

al volgo incogniti

abitator:

restate meco

in questo speco,

d'eletti magici

operator.

 

CORO DI SPIRITI
(dentro la grotta)

Perché t'infochi,

con gridi rochi?

Perché ci evochi

dai stigi lochi,

gran ciurmator?

 

TROFONIO

Se in quest'antro talun per una porta  

entri, e per l'altra sorta;

il tristo in gaio, e il gaio

in tristo umor converta; altri che parli

in diverse favelle, altri ammattisca.

E se nell'antro torni, v'entri, e n'esca

per l'opposto sentiero,

che riprenda ciascun l'esser primiero,

così prescrive e vuole

il poter di mie magiche parole.

 

CORO DI SPIRITI
(dentro la grotta)

Qui stiam con irti  

orecchi a udirti,

lemuri e spirti,

ad ubbidirti

attenti ognor.

 

TROFONIO

Ma vi è chi qua s'avanza!  

Fra quelle piante io mi ritiro intanto,

gli effetti a rinforzar del grande incanto.

 

Scena sesta

Madama Bartolina e Rubinetta ambe da viaggio; poi Trofonio che ritorna.

<- Rubinetta, Bartolina

 

RUBINETTA

Aure dolci, che spirate  

al fuggir dell'idol mio,

voi gli dite, gli spiegate

del suo cor, l'infedeltà.

 

BARTOLINA

Viaggiando, e senza un soldo,  

che cosa si farà?

RUBINETTA

Non mi dicesti

che trovando in Libadia

don Gasperon tuo cicisbeo scappato,

noi eravam signore?

BARTOLINA

Certamente,

perché quell'insolente

fede di matrimonio mi giurò,

e poi m'abbandonò, per qui venire

la figliuola a sposar di un tal Piastrone,

come detto mi fu da un servitore

che in Livorno ei lasciò.

RUBINETTA

Male comune

solito ad accadere a quelle donne

che agli uomini si fidano: son quasi

sett'anni ch'io qui fo la locandiera,

e per esser pietosa

coi nostr'italiani un ne alloggiai,

che fede mi giurò di matrimonio;

ma un giorno che dovea darmi la mano

se n' fuggì il traditor, e aggiunse a questo,

(per cui più mal l'intesi),

la truffa dell'alloggio di tre mesi.

Ma sebben mi ha piantata, ancor l'adoro.

 

TROFONIO

Chi sussurra qua fuora?  

RUBINETTA E BARTOLINA

(spaventate)

Ah!

TROFONIO

O bella da veder! fuggon le frine

da i senocrati! Fuggono le lesbie

da i diogeni! E fuggon le xantippe

da i socrati così! Via non temete,

venite a me.

BARTOLINA

No, no, ci vuoi mangiare!

TROFONIO

Mangiarvi? Oibò. In voi mi mangerei

il peggiore boccon che sia nel mondo.

RUBINETTA

Ma di grazia, che bestia siete voi?

TROFONIO

Bestia io?

BARTOLINA

Siete orso,

che discorre all'impiedi,

o siete uomo selvaggio?

TROFONIO

Oh innocentina

mordi un po' questo dito.

RUBINETTA

Ma chi sei?

TROFONIO

Trofonio è il nome mio.

BARTOLINA

Trofonio? Brutto nome!

TROFONIO

Abito in questa grotta, ove per sempre,

fra studi ignoti, arcani,

lungi dal folle mondo

solitario m'ascondo.

RUBINETTA

Ti ho capito.

Tu sei un di quei pazzi

che si appellan filosofi.

TROFONIO

Io pazzo?...

E voi chi siete?

BARTOLINA

Donne;

che, non ci vedi?

RUBINETTA

Il titolo di donna

merita ogni rispetto.

BARTOLINA

E specialmente

io che son ballerina. Ballerina

sai che cosa vuol dir? Vuol dir virtuosa.

TROFONIO

Ballerina vuol dire perniciosa,

distruttrice e flagello

delli cervelli e delle borse altrui.

BARTOLINA

(Sgraffignerei costui!)

RUBINETTA

E locandiera

che dir vuol?

TROFONIO

Vuol dir ladra

domestica e civil.

RUBINETTA

Ti compatisco,

perché di pazzo hai la fisonomia.

BARTOLINA

Povera e nuda vai, filosofia!

 

RUBINETTA

Se un po' mi venissi  

la porta a bussar,

se alloggio sentissi

da te domandar,

sai cosa direi?

Va, fatti impiccar.

TROFONIO

Gran matta che sei,

l'albergo l'ho qua.

(accenna alla grotta)

BARTOLINA

Se un poco mi vedi

far passi e sciassè,

se in punta de' piedi

ti fo un pirolè,

per certo di stucco

ti fo diventar.

TROFONIO

Non son mammalucco,

mi so regolar.

RUBINETTA E BARTOLINA

Filosofo brutto,

selvaggio, caprone,

stregaccio, barbone,

mi stomachi affé.

TROFONIO

Di te son più bello,

son meglio di te.

 
(le donne partono)

Rubinetta, Bartolina ->

 

 

Molti vidi dall'antro  

passar per la campagna: ma nessuno

mai nella grotta entrò. Vorrei vederne

gli effetti portentosi

degli alterati sensi e degli umori:

ma un uom correre veggo a questa volta,

lì in osservanza fermerommi intanto

per vedere il prodigio dell'incanto.

(si ritira)

 

Scena settima

Don Gasperone fuggendo, poi Artemidoro nella istessa maniera; indi Madama Bartolina e Rubinetta.

<- Gasperone

 

GASPERONE

Oh sconquassato me! Dove mi salvo?  

Veniva con mia moglie a braccio a braccio,

per andare in campagna a far le nozze,

e mi sembrò così tra lume e lustro

di lontano veder la ballerina

che in Livorno lasciai, mi son staccato

dalla moglie, e fuggito son di pressa...

Eccola, ella è dessa.

L'affare in ver mi scotta,

entro presto a celarmi nella grotta.

(entra nella grotta)

 

Gasperone ->

<- Artemidoro

ARTEMIDORO

Ohimè son rovinato!  

La locandiera a cui mi giurai sposo

è qui, e di lontano mi ha veduto

a braccio con Eufelia Son perduto

se quella ardita mi raggiunge. Oh cielo!

In quell'antro oscurissimo mi celo.

(entra nella grotta)

 

Artemidoro ->

<- Bartolina, Rubinetta

BARTOLINA

Dove son?  

RUBINETTA

Stesser lì?

BARTOLINA

Saranno là?

RUBINETTA

Stanno qui?

BARTOLINA

Non vi son?

RUBINETTA

Ce l'hanno fatta

i birichin! Saran passati avanti.

Diamogli caccia...

BARTOLINA

Ma per quale strada?

RUBINETTA

Li troverò.

BARTOLINA

Ma dove?

RUBINETTA

Sebben stessero assisi in grembo a Giove.

(entrano nella grotta)

Bartolina, Rubinetta ->

 

Scena ottava

Dori, poi don Gasperone in abito da filosofo caricato ridicolosamente, con libro in mano.

<- Dori

 

DORI

Io per me non capisco!  

Lo sposo mi ha lasciata,

e s'è messo a fuggir come un ossesso:

io dubito gran cose.

Non so se questo avviene all'altre spose...

Che vedo! Egli se n' viene

dal sen dell'antro oscuro!

Ma che abito è quel! Che portamento!

Che serietà! lo riconosco a stento!

 

<- Gasperone

GASPERONE

Il mondo? Il mondo è un pazzo:  

meriterebbe andar coi matti a paro,

e chi crede alle femmine è un somaro.

DORI

Che cangiamento è quello!

Sposo? Don Gasperon?

GASPERONE

Cambia il cervello

a sapone. Tu il mondo cosa credi

che sia? Altro non è che una ricotta;

sembra melone, è vero,

ma è una cosa bislunga, molle e cotta.

DORI

Ma tu da quando in qua sei divenuto

fanatico così per la morale?

GASPERONE

(le dà un libro)

Leggi questo filosofo immortale.

DORI

Qual filosofo è questo?

Plato? Alcibiade? Demostene?

GASPERONE

È quello

che ha trentamila scienze nella pancia.

DORI

Ma chi è?

GASPERONE

Don Chisciotte della Mancia.

DORI

Tu fai stupirmi!

GASPERONE

Leggi.

DORI

Io leggere non voglio altro che il libro

dell'allegria, e voglio far l'amore.

 

Scena nona

Artemidoro ballando dalla grotta, poi madama Bartolina e Rubinetta che ritornano, e detti.

<- Artemidoro

 

ARTEMIDORO

(esce ballando)  

Llarà, llarà, llarà...

DORI

Artemidoro?

Balli! qual novità!

ARTEMIDORO

Viva la birba,

e viva l'allegria! Viva la vita

disinvolta e baggiana! Il mondo è fatto

per chi brilla, chi salta, e chi fa il matto.

DORI

Oh questa meraviglia, anche cangiato

ti veggo in questo giorno?

Filosofo non sei?

ARTEMIDORO

Io sono un corno.

GASPERONE

Siedi, siedi ragazzo,

e studia ch'ora è tempo. Il mondo è corto,

e chi visse dottor, asino è morto.

ARTEMIDORO

Eh! ch'io prendo a sassate

chi più mi parla di filosofia;

l'anima del gran mondo è l'allegria.

 

<- Bartolina, Rubinetta

BARTOLINA

Eccolo, ah traditor! t'ho alfin raggiunto.  

RUBINETTA

Or non mi scapperai più, Artemidoro

DORI

(Che veggo! fosser pazze anche costoro!)

BARTOLINA
(a don Gasperone)

Mi ravvisi birbon? guardami bene:

quella son io che con le danze un giorno

t'incappai, e che amor tu mi giurasti,

e che senza cagion m'abbandonasti.

DORI

Come? e con questa pilloletta indosso

venisti qui a sposarmi?

BARTOLINA

Scusi lei,

deve, sposarsi a me.

DORI

Lo sposo è mio,

e non cedo a nessun.

BARTOLINA

Chi ha più capelli

or di noi si vedrà.

GASPERONE

Eh! sesso imbelle.

Andate; a prender moglie

la sorte ancora non mi ci ha chiamato.

RUBINETTA

Io ti sgraffignerò.

ARTEMIDORO

Sgraffigna, o cara.

BARTOLINA

Ti darò al muso.

DORI

Strapperotti il naso.

GASPERONE

Ehi là sto poco, e dico, o gente cieca,

m'avete rotta la mia biblioteca.

ARTEMIDORO

Llarà, llarà, llarà...

Ballando Artemidor se n'anderà.

(fugge)

Artemidoro ->

 

RUBINETTA

Tu l'hai fatto scappar, conto ne bramo.  

DORI

Sei un ingannator.

BARTOLINA

Sei un malnato.

GASPERONE

Oh cospetto di Seneca svenato!

Come? avanti a un filosofo

si fanno gherminelle. Andate via

o farò se mi sdegno

mazzas coronat opus. Questo è il segno

che vi manca mercurio, id est dottrina,

ed io parlar non posso

con chi non ha quel galantuomo addosso.

BARTOLINA

Déi ragionar con me.

GASPERONE

Con te ragiono.

DORI

Con me prima dell'altre.

GASPERONE

Con te prima...

RUBINETTA

Di me cosa vuoi dir?

GASPERONE

Più d'una cosa

BARTOLINA

Su, parla.

GASPERONE

Parlerò dall'aglio al rapo.

DORI

Ma quando?

RUBINETTA

Non ho flemma.

GASPERONE
(a Bartolina)

Io non ho capo.

 

(a Dori)  

Basta qui, ragazza astuta,

il tuo genio so qual è.

(a Bartolina)

La tua idea già l'ho veduta,

vuoi tu dirmi un non so che.

(a Rubinetta)

Non temer, mio bel visino,

so che brami, e son con te.

Voi vorreste un maritino,

questo è quello che non c'è.

Ora i tempi sono scarsi,

ci è penuria di quattrini,

troverete gli amorini,

ma pecunia niente affé.

Non gridate, non fremete,

che Mercurio se vi sente

monta in bestia, e veramente

vi potrebbe inquietar.

(Scarpa mia se sei valente

fuggi presto, e lascia far.)

(fugge nella grotta)

Gasperone ->

 

BARTOLINA

Fuggito anch'è quest'altro, fanno i goffi,  

perché pagar non voglion la gabella.

RUBINETTA

Andiamo a querelarli. Alla perfine

si dovranno spassar con due testine.

 
(partono)

Bartolina, Rubinetta ->

 

Scena decima

Dori, poi don Piastrone ed Eufelia.

 

DORI

Tapina me! Don Gasperon mi pare  

che diè di volta.

 

<- Piastrone, Eufelia

PIASTRONE

Mio  

primo parto, e fatica;

del tuo sposo che n'è?

EUFELIA

Perché fuggi

da noi come anche fece Artemidoro?

DORI

(Poc'anzi mio, or d'altra

poco fa lieto, or serio e malinconico.)

EUFELIA

Parla fra sé!

PIASTRONE

Arrivata

par che sia col cervello al mare Ionico!

EUFELIA

Germana mia...

DORI

Non ho germane affatto.

PIASTRONE

Figlia, vieni a papà...

DORI

Il padre mio

chi è stato non lo so.

PIASTRONE

Lo credo anch'io.

EUFELIA

Ma degli amanti nostri

vogliam saper...

PIASTRONE

Ma il sior don Gasperone,

che fa? Dove n'andò? Sta ancor nel mondo?

DORI

Egli... andò... ritornò... sì... mi confondo!

 

Che smania, che pena,  

la rabbia m'opprime,

se perdo la speme

del caro mio sposo,

il cor più riposo,

più pace non ha.

Ei torbido in faccia

mi guarda, mi scaccia,

sta pallido e mesto,

si rende molesto,

poetico parla,

non sa quel che fa.

Ah padre, soccorso!...

Sorella, m'aita...

Ho l'alma smarrita,

mi gira il cervello,

e al core un martello

battendo mi sta.

(parte)

Dori ->

 

PIASTRONE

Andiamo, Eufelia, appresso:  

in tutta tua sorella

io non vi riconosco altro che il viso.

EUFELIA

Par che il senno si sia da lei diviso.

(partono)

Piastrone, Eufelia ->

 

Scena undicesima

Trofonio.

 

 

Oh degl'incanti miei  

sovrumano poter! Rimarrà eterna

a' posteri l'idea

dell'antro di Trofonio. Appena entrato

l'uomo di allegro umor per quella porta,

per quest'altra è già serio ritornato.

Nel buio ha tracambiato

gli abiti suoi galanti

con la mia toga magistral; se torna

dal contrario sentiero

ilare prenderà l'esser primiero;

e così avverrà a tutti ch'ivi andranno.

Questo i maghi e i filosofi far sanno.

(parte)

Trofonio ->

 

Scena dodicesima

Don Piastrone, poi Eufelia fuggendo indi Artemidoro che cerca di Eufelia.

<- Piastrone

 

PIASTRONE

Perdute ho le mie figlie...  

Oh dio! non so che fare!

Nel bosco devon stare...

le cerco, le ricerco...

e dove siano andate

pensarlo in ver non so.

 

<- Eufelia

EUFELIA

Ah genitor!...

PIASTRONE

Cos'hai?

EUFELIA

Ah tu non sai!

PIASTRONE

Io no...

EUFELIA

Se tu sapessi...

PIASTRONE

Che?

EUFELIA

Eccolo...

PIASTRONE

Chi?

EUFELIA

Me n' vo.

(fugge)

Eufelia ->

 

PIASTRONE

Fermati... senti... oibò...

Se n' fugge, e non dà retta!

Intenderla non so.

 

<- Artemidoro

 

Ma vien quest'altro in fretta

Artemidoro, ascolta...

ARTEMIDORO

Deh lascia... un'altra volta...

PIASTRONE

Ma un pocolin ti arresta...

ARTEMIDORO

Seguire Eufelia io vo'.

(parte)

Artemidoro ->

 

PIASTRONE

Che stravaganza è questa!

Perduto han già il cervello,

e forse anch'io bel bello

con loro il perderò.

 

Scena tredicesima

Dori e detto, poi Eufelia.

<- Dori

 

DORI

Ah padre mio!...  

PIASTRONE

Che fu?

DORI

Difendimi...

PIASTRONE

Da chi?...

DORI

Da quello...

PIASTRONE

Resta qui...

DORI

Non posso star di più.

(fugge)

Dori ->

 

PIASTRONE

Ma parla! E fugge anch'ella...  

Che mai son queste scene!...

Io mi confondo già.

Oh questa si ch'è bella!

Don Gasperon qui viene

con aria e gravità!

E ancor le mie ragazze

di nuovo tornan qua.

 

<- Eufelia, Dori

PIASTRONE
(alle figlie)

Cos'è tal novità?

EUFELIA E DORI

Se Artemidor vedeste...

se Gasperon vedeste...

così non parlereste!

PIASTRONE

Ma dite cosa è il fatto?

Or or divengo matto.

EUFELIA

Don Gasperon s'appressa.

DORI

Vien anche Artemidoro.

PIASTRONE

(Stupir mi fan costoro

con tante varietà!)

EUFELIA E DORI

Or vo' veder che cosa

l'ingrato mi dirà.

 

Scena quattordicesima

Don Gasperone ed Artemidoro da diverse strade, e detti.

<- Gasperone, Artemidoro

 

GASPERONE

Cavalier io son d'Espagna  

ho il demonio nell'entragna,

stimo ognun come un cavritto,

tutto il mondo è un picaron.

ARTEMIDORO

Sor spagnol dell'ombra matta

teco un poco io ballar vo'.

EUFELIA, DORI E PIASTRONE

Ma, signor, qua che si tratta?

Il giudizio dove andò?

GASPERONE

Je suis, Monsieur, bien, fait.

ARTEMIDORO

(deridendolo)

Certo, certo, en vérité.

EUFELIA, DORI E PIASTRONE

Se sul sodo non staremo

un disastro farò qui.

GASPERONE

Ah mon dieu! je suis joli.

ARTEMIDORO

Non v'è dubbio, ell'è così.

EUFELIA, DORI E PIASTRONE

(L'uno e l'altro ha preso un ramo

di massiccia asinità.)

ARTEMIDORO

Ma che veggo! Rubinetta!

GASPERONE

Vien ohimè la ballerina!

EUFELIA

Ma perché non mi dà retta!

DORI

Non rispondi alla sposina?...

ARTEMIDORO E GASPERONE

Scappo a furia nella grotta

per non farmi qui trovar.

(partono)

Artemidoro, Gasperone ->

 

EUFELIA, DORI E PIASTRONE

Son scappati già di botta

ma con me s'han da spassar.

(partono)

Eufelia, Dori, Piastrone ->

 

Scena quindicesima

Trofonio, poi madama Bartolina e Rubinetta indi don Gasperone ed Artemidoro.

<- Trofonio

 

TROFONIO

Oggidì nel mondo bello  

chi più crede aver cervello

quello appunto è che non n'ha.

Divertir mi voglio un poco,

dall'istesso occulto loco,

per veder quei due sortire

nella lor sagacità.

(entra)

Sfondo schermo () ()

Trofonio ->

 

<- Bartolina, Rubinetta

BARTOLINA

È troppo buona ~ quella donzella  

che si appassiona ~ presto in amor.

RUBINETTA

Felice quella ~ che si disparte

dai vezzi ed arte ~ di un traditor.

BARTOLINA

Ecco che viene ~ don Gasperone.

RUBINETTA

Ecco il birbone ~ d'Artemidor.

BARTOLINA E RUBINETTA

Qui mi nascondo per osservar.

(si nascondono dietro agli alberi)

 

<- Gasperone, Artemidoro

GASPERONE

(osservando)

No... non la vedo...

ARTEMIDORO

(osservando d'intorno).

Qui non vi è certo...

GASPERONE

Prima che questa possa scoprirmi,

vado di fretta Dori a sposar.

ARTEMIDORO

Non so se questa viene a scoprirmi...

ma la mia testa rimedierà.

BARTOLINA

(trattenendo don Gasperone)

Ribaldo perfido.

RUBINETTA

(trattenendo Artemidoro)

Bugiardo indegno.

BARTOLINA E RUBINETTA

Dato ci sei, non puoi scappar.

ARTEMIDORO

Io son filosofo...

GASPERONE

Io son lunatico...

ARTEMIDORO E GASPERONE

E con le femmine non ho che far.

 

Scena sedicesima

Eufelia e Dori in disparte, e detti.

<- Eufelia, Dori

 

EUFELIA E DORI

(Che cosa dicono sto ad ascoltar.)  

BARTOLINA

Birbo, ricordati di quelle lagrime

che per me a copia versasti un dì.

GASPERONE

Io son lunatico, non so che dir.

RUBINETTA

Empio, rammentati, l'amore e il debito,

per cui sollecita io venni qui.

ARTEMIDORO

Io son filosofo, basta così.

DORI

(si fa avanti a don Gasperone)

Che sento, barbaro!

EUFELIA

(si fa avanti a Artemidoro)

Che ascolto, o perfido!

GASPERONE

(accenna madama Bartolina)

Questa è una falsa...

ARTEMIDORO

(accenna Rubinetta)

Questa è pettegola.

BARTOLINA
(a Gasperone)

Ah bugiardissimo!

RUBINETTA
(ad Artemidoro)

O sposa, o pagami.

DORI

Che bel carattere!

EUFELIA

Oh che bell'indole!

GASPERONE

Non ho che spontere.

ARTEMIDORO

Io non ho debito.

GASPERONE E ARTEMIDORO

È un'impostura per verità.

DORI

(Stupida resto, non so che dire!)

EUFELIA

(Cosa sia questo non so capire!)

BARTOLINA

(Mi viene un tremito per il dispetto!)

RUBINETTA

(Già par che un palpito mi senta in petto!)

ARTEMIDORO

(Chi da tal colpo mi può difendere?)

GASPERONE

(Da questo imbroglio se posso uscire

per vero appendere mi voglio qua.)

 

Scena diciassettesima

Don Piastrone e detti; Trofonio in disparte.

<- Piastrone, Trofonio

 

PIASTRONE

Signor don Gasperone,  

la vostra intenzione

qual è, si puol saper?

Signor Artemidoro,

lei creperebbe un toro:

ci dica il suo pensier.

O se per bacco m'altero,

qual bestia filosofica,

farò la Grecia ridere

se non si sta a dover.

DORI

Traditi tutti siamo:

don Gasperone ingrato

a quella ha pria giurato

affetto e fedeltà.

EUFELIA

Ah padre! quel ribaldo

con quella sta impegnato;

voi siete l'ingannato,

vi avete a vendicar.

PIASTRONE
(a Gasperone e Artemidoro)

È vero, o non è vero?

GASPERONE E ARTEMIDORO

Lei non ne creda un zero.

BARTOLINA E RUBINETTA

È vero, più che vero:

non ci è qui che negar.

PIASTRONE

Gelo, ohimè! da capo a piede!

(ad Artemidoro)

Un filosofo si vede

far plebatiche azion.

(a Gasperone)

E la stima e l'onor mio

così lei manda in oblio

mio signor don Gasperon?

ARTEMIDORO

(Guarda un po' che brutto gioco

io son rosso più d'un foco

perdo il senno e la ragion!)

GASPERONE

(Quella trista mi dà caccia,

don Piastrone mi rinfaccia

ve' a qual rischio io star dovrò!)

EUFELIA E DORI

(Il cervel gli sta a rumore,

e nel petto un batticore

senza dubbio sentirà!)

BARTOLINA E RUBINETTA

Già mi par che al poverino

un continuo svegliarino

nell'orecchio suonerà!

GASPERONE

Ma di grazia?...

DORI, BARTOLINA E PIASTRONE

Taci, indegno.

ARTEMIDORO

Ma vi prego...

EUFELIA, RUBINETTA E PIASTRONE

Non v'è scusa.

PIASTRONE

Or comprendo i cambiamenti

del linguaggio e degli arnesi.

Bei spagnuoli! Bei francesi!

Siete birbi, e basta qua.

GASPERONE

(Oh! la sorte dispettosa

belli scherzi che mi fa!)

ARTEMIDORO

(Imbrogliata è sì la cosa,

che sbrogliar non si potrà.)

EUFELIA, DORI, BARTOLINA, RUBINETTA E PIASTRONE

Chi creduto avrebbe mai

azion sì nera e brutta,

che qual nube adombra tutta

già la mia tranquillità!

 

Scena diciottesima

Trofonio che si fa avanti inosservato, e detti.

 

RUBINETTA

Di un tale affronto, ingrato,  

tu me la pagherai;

dovunque te ne andrai

io ti tormenterò.

BARTOLINA

Fa' pure il scimunito,

di' pur che falsa io sono;

ma già sarai punito,

e allor trionferò.

TROFONIO

Venite tutti meco,

venite in questo speco,

acciò le stanche membra

possiate ristorar.

TUTTI

Ohimè! chi viene fuora!

È larva, è spettro, o furia?

Mancava questo ancora

per farci palpitar.

TROFONIO

All'antro mio vi chiamo...

TUTTI

Grazie al cortese invito.

TROFONIO

Ecco, il sentier v'addito,

venite a riposar.

TUTTI

È larva, è spettro, o furia?

Andiamoci a salvar.

TROFONIO
(a Gasperone)

Ma son come voi siete.

GASPERONE

Ah! che mi viene un tremito...

TROFONIO
(a Dori)

Venite, non temete.

DORI

Ah! che no 'l posso credere...

TROFONIO
(ad Eufelia)

Vi dissi un uom son io...

EUFELIA

Ah! mi spaventi, oh dio...

TROFONIO
(ad Artemidoro)

Su fatevi coraggio.

ARTEMIDORO

Ah! che tu sei selvaggio...

TROFONIO
(a Piastrone)

Via datemi la mano.

PIASTRONE

Ah no! ah no! pian piano...

TROFONIO

Ah sciocchi, ah matti, ah incauti

mi fate in vero ridere,

nell'antro vo' tornar.

(parte)

Trofonio ->

 

TUTTI

È larva, è spettro, o furia

andiamoci a salvar.

Gasperone, Dori, Eufelia, Artemidoro, Piastrone, Rubinetta, Bartolina ->

 

Fine (Atto primo)

Atto primo Atto secondo

Camera con toelette, tavolino e libri.

Piastrone, Dori, Eufelia, domestici
 
Dori, Eufelia e Piastrone
Melensi che siete
Piastrone, Dori, Eufelia
domestici ->

Figlie, di voi sapete

Piastrone, poi Eufelia e Dori
Or su, già compresi
Dori, Eufelia
Piastrone ->
 
Eufelia, Dori ->
<- Artemidoro

Barbaro amor, per tanti miei raggiri

Artemidoro
<- Eufelia

Artemidoro? / Eufelia? / Adesso è giunto

Artemidoro, Eufelia
<- Dori, Gasperone, Franceschino servitore
Gasperone, Dori, Eufelia e Artemidoro
Largo, largo al matrimonio

Acciò non tralasciamo

Artemidoro, Eufelia, Dori, Gasperone
Franceschino servitore ->

Perdoni; ché noi altri

Artemidoro, Dori, Gasperone
Eufelia ->

E quei fanno all'amor!

Artemidoro, Dori, Gasperone
<- Piastrone

Oh sior Piastrone amato!

Artemidoro, Gasperone, Piastrone
Dori ->

Sedie, pipe e caffè per tutti e tre

Gasperone, Piastrone
Artemidoro ->

Signor Piastron, si è mai veduto in Grecia

Piastrone, Gasperone ->

Bosco; in fondo erta e sassosa rupe, a piè della quale selvaggia grotta con due ingressi.

<- Trofonio
Trofonio, Coro dentro la grotta
Spirti invisibili

Se in quest'antro talun per una porta

Coro dentro la grotta
Qui stiam con irti

Ma vi è chi qua s'avanza!

(Trofonio si ritira fra le piante)

Trofonio
<- Rubinetta, Bartolina

Viaggiando, e senza un soldo

(Trofonio si rivela)

Chi sussurra qua fuora?

Rubinetta, Trofonio e Bartolina
Se un po' mi venissi
Trofonio
Rubinetta, Bartolina ->

Molti vidi dall'antro

(Trofonio si ritira)

Trofonio
<- Gasperone

Oh sconquassato me! Dove mi salvo?

Trofonio
Gasperone ->
Trofonio
<- Artemidoro

Ohimè son rovinato!

Trofonio
Artemidoro ->
Trofonio
<- Bartolina, Rubinetta

Dove son? / Stesser lì? / Saranno là?

Trofonio
Bartolina, Rubinetta ->
Trofonio
<- Dori

Io per me non capisco!

Trofonio, Dori
<- Gasperone

Il mondo? Il mondo è un pazzo

Trofonio, Dori, Gasperone
<- Artemidoro

Llarà, Ilarà, llarà / Artemidoro?

Trofonio, Dori, Gasperone, Artemidoro
<- Bartolina, Rubinetta

Eccolo, ah traditor! t'ho alfin raggiunto

Trofonio, Dori, Gasperone, Bartolina, Rubinetta
Artemidoro ->

Tu l'hai fatto scappar, conto ne bramo

Trofonio, Dori, Bartolina, Rubinetta
Gasperone ->

Fuggito anch'è quest'altro, fanno i goffi

Trofonio, Dori
Bartolina, Rubinetta ->

Tapina me! Don Gasperon mi pare

Trofonio, Dori
<- Piastrone, Eufelia

Mio primo parto, e fatica

Trofonio, Piastrone, Eufelia
Dori ->

Andiamo, Eufelia, appresso

Trofonio
Piastrone, Eufelia ->

(Trofonio si fa vedere)

Oh degl'incanti miei

Trofonio ->
<- Piastrone
Piastrone, poi Eufelia, poi Artemidoro
Perdute ho le mie figlie
Piastrone
<- Eufelia
 
Piastrone
Eufelia ->
 
Piastrone
<- Artemidoro
 
Piastrone
Artemidoro ->
 
Piastrone
<- Dori
Dori e Piastrone
Ah padre mio! / Che fu?
Piastrone
Dori ->
Piastrone, poi Eufelia e Dori
Ma parla! E fugge anch'ella
Piastrone
<- Eufelia, Dori
 
Piastrone, Eufelia, Dori
<- Gasperone, Artemidoro
Gasperone, Artemidoro, Eufelia, Dori e Piastrone
Cavalier io son d'Espagna
Piastrone, Eufelia, Dori
Artemidoro, Gasperone ->
 
Eufelia, Dori, Piastrone ->
<- Trofonio
Trofonio ->
<- Bartolina, Rubinetta
Bartolina e Rubinetta, poi Gasperone e Artemidoro
È troppo buona quella donzella

(Bartolina e Rubinetta si nascondono dietro agli alberi)

Bartolina, Rubinetta
<- Gasperone, Artemidoro
 

(Bartolina e Rubinetta si rivelano)

 
Bartolina, Rubinetta, Gasperone, Artemidoro
<- Eufelia, Dori

(Eufelia e Dori in disparte)

Eufelia, Dori, Bartolina, Gasperone, Rubinetta e Artemidoro
Che cosa dicono sto ad ascoltar

(Eufelia e Dori si rivelano)

 
Bartolina, Rubinetta, Gasperone, Artemidoro, Eufelia, Dori
<- Piastrone, Trofonio

(Trofonio in disparte)

Piastrone, poi Dori, Eufelia, Gasperone, Artemidoro, Bartolina e Rubinetta
Signor don Gasperone

(Trofonio che si fa avanti)

Bartolina, Rubinetta, Gasperone, Artemidoro, Eufelia, Dori, Piastrone
Trofonio ->
 
Gasperone, Dori, Eufelia, Artemidoro, Piastrone, Rubinetta, Bartolina ->
 
Scena prima Scena seconda Scena terza Scena quarta Scena quinta Scena sesta Scena settima Scena ottava Scena nona Scena decima Scena undicesima Scena dodicesima Scena tredicesima Scena quattordicesima Scena quindicesima Scena sedicesima Scena diciassettesima Scena diciottesima
Camera con toelette, tavolino e libri. Bosco; in fondo erta e sassosa rupe, a piè della quale selvaggia grotta con due ingressi. Bosco con grotta come nell'atto primo. Camera come nell'atto primo. Bosco con grotta come sopra. Camera in casa di don Piastrone. Bosco con grotta. Sparisce la grotta, e si trova nel suo luogo una deliziosa reggia.
Atto secondo

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