Atto secondo

 

Scena prima

Camera rustica.
Lubino e Tita.

 Q 

Lubino, Tita

 
[Duetto]

 N 

 

LUBINO

Andiam, caro Tita.  

TITA

Andiam, Lubin mio.

LUBINO

A Lilla,

TITA

a la Ghita,

LUBINO E TITA

comprare vogl'io

TITA

un nastro,

LUBINO

un anello

TITA

le fibbie,

LUBINO

il cappello,

LUBINO E TITA

e il fiore più bello

ch'io possa trovar.

Andiam pria ch'il giorno

più oscuro diventi.

Oh, come contenti

vogliamo cenar.

 

Scena seconda

Entrano Lilla e Ghita.

<- Lilla, Ghita

 
Recitativo

LILLA

Lubin!  

GHITA

Tita!

LUBINO E TITA

Che vuoi?

LILLA

Parti?

GHITA

Vai via?

LUBINO E TITA

Parto, e torno a momenti, o gioia mia.

(partono)

Lubino, Tita ->

 

Scena terza

Lilla e Ghita.

 

LILLA

Cos'è tal novità?  

GHITA

Lascia che vadano;

di cosa importantissima

io ti deggio parlar.

Posso teco spiegarmi

con piena libertà?

LILLA

Cioè?

GHITA

Senti, l'infante

è di te innamorato,

e se a me credi,

la tua fortuna è fatta!

LILLA

Come? Mi prendi tu

per qualche matta?

GHITA

Fai meco la smorfiosa?

LILLA

Fo quello che far deve

onesta sposa.

Non sai ch'io amo

il mio Lubino?

GHITA

Amalo. Tienti la fede tua,

tienti il tuo core;

in materia d'amore,

a un prence non si dà né cor, né fede.

LILLA

Cosa dunque?

GHITA

Parole!

LILLA

Parole?

GHITA

Sì, parole. Con lui stesso parlai;

questa catena, preziosissimo dono,

da recarti ei mi diede,

ed a me diede una borsa di doppie

sol perch'io te ne parli.

LILLA

Tienti la tua catena, e di' al tuo prence

che finisca una volta

di così infastidirmi.

Io non accetto doni,

io principi non voglio, amo Lubino.

GHITA

Non perdere sorella, un'occasion sì bella!

Almen, pensaci su;

da te non chiedo

se non che tu l'accolga

con un po' di maniera,

che finga, che lusinghi, che prometta

finché siamo ben ricche.

LILLA

Ed ingannarlo perché dovrei così?

GHITA

Per castigarlo!

LILLA

Castigarlo perché?

GHITA

Ti par picciol delitto

tentar una ragazza appena sposa?

e tentarla con cosa? Con quattrini!

LILLA

Ma tu, giovane ancora, e contadina,

dove apprendesti mai cose sì belle?

GHITA

Tutto quello ch'io parlo

ogni donna lo sa senza impararlo.

 
[Aria]

 N 

Colla flemma che tu vedi,  

con quest'aria di bontà,

saprei far quel che non credi

e che fan nella città.

Far saprei la spasimante

senza mai sentir amore

e, di pietra avendo il core,

dimostrare altrui pietà.

Saprei passare

dal pianto al riso,

saprei cangiare

l'aria del viso,

all'improvviso

mutar colore,

far che mi palpiti

con arte il core,

tutto promettere,

conceder poco,

dir no con grazia,

dir sì per gioco,

ed altre simile

bagatellucce,

con quell'eccetera

ch'io non vo' dir.

Femmine amabili

non vi lagnate,

in questo secolo

voi siete nate;

per ben dagli uomini

farvi servir.

(parte)

Sfondo schermo () ()

Ghita ->

 

LILLA

Femmine amabili  

non vi fidate,

in ogni secolo

voi siete nate;

per ben dagli uomini

farvi istruir.

(parte)

Lilla ->

 

Scena quarta

Corrado solo, poi la Ghita.

<- Corrado

 
Recitativo

CORRADO

(entrando)

Io spero che la Ghita  

abbia dato l'assalto alla fortezza.

Io non son senza speme. Or che ceda

la Lilla a me sol preme.

Ceda pur a l'infante;

purché a sentir l'amante ella s'avvezzi

che la prima caduta

è sempre la difficile... Vien Ghita...

 

<- Ghita

 

Ebben, che c'è di nuovo?  

GHITA

Io non ho visto

femmina più ostinata di costei.

CORRADO

Ma la catena?

GHITA

È nulla.

CORRADO

E l'oro?

GHITA

Nulla affatto.

CORRADO

Guarda, figliuola mia, che cervel matto!

Tu però non stancarti,

Ghita mia, di adoprarti.

Donna sollecitata

è mezzo guadagnata;

parla, prega, prometti,

incoraggisci, istruisci, lusinga...

GHITA

Ma signore, questa vostra premura

questo foco ci mancherebbe poco

ch'io credessi voi stesso

di Lilla innamorato.

CORRADO

Ah, che ti pare?

Amare un uom par mio? Corrado amare?

 
[Aria]

 N 

Osserva questo crine,  

ch'è fatto omai d'argento,

il curvo collo osserva,

la voce e l'andamento

che indebolisce e snerva

il peso dell'età.

Fui già d'amor seguace

or son d'amor nemico,

amo la bella pace

e la tranquillità.

Conosco i danni miei,

sì pazzo non sarei

di por mai speme in femmina,

ch'un vecchio amar non sa.

Malandrina, tu ridesti,

e lo so che tu sapresti

diventar d'un orso amante

per contante o per bontà.

(parte)

Sfondo schermo () ()

Corrado ->

 
Recitativo

GHITA

Questi signori in somma  

credon coi lor quattrini

di comprar tutto il mondo.

(parte)

Ghita ->

 
 

Scena quinta

Atrio terreno.
La Regina e il Principe col suo Séguito.

 Q 

Regina, Principe, seguito, Corrado

 

REGINA

E perché non veggio l'usata gioia  

rider nel volto dell'amato figlio?

PRINCIPE

Se voi me 'l permettete,

questa sera vorrei di Lilla e Ghita

veder anch'io le nozze.

REGINA

Andate, o figlio,

tra le gioie innocenti

di quelle buone genti

ritornerà la calma al vostro seno.

 
Viene il Podestà coi Villani, che portano doni del paese alla Regina.

<- Podestà, villani

 

PODESTÀ

(Tornerà, tornerà, lo spero, almeno.)  

REGINA

Ma qual di cetre e di viole io sento

suonar per l'aria pastoral concento?

 
[Coro]

 N 

CORO

Di campagne, di montagne,  

di spelonche, di pendici,

innocenti e abitatrici

vengon ora al regio piè.

Vengon qui per adorarti,

per recarti un picciol dono,

scorte sono da l'amore,

dal candore di lor fé.

 
Recitativo

PODESTÀ

Perdono, alma Regina,  

all'ardir di costoro, al loro affetto,

all'ardente lor brama invan m'opposi,

invano contrastai;

dalla campagna fero appena ritorno

al rustico soggiorno

che chieser di veder la lor Regina,

ed insieme col core offrirle tutti,

poi che meglio non han, fior, latte e frutti.

REGINA

Oh care, i doni accetto,

son grata al vostro affetto; e perché sia

la compiacenza mia nota alla villa

lo rechi il buon Lisargo a Ghita e a Lilla.

PODESTÀ E CORRADO

Che generosità!

REGINA

Voi gite, o figlio, ed insieme con essi

passate pur la notte in festa e in gioco.

La virtù va onorata in ogni loco.

 
[Coro]

 N 

CORO

Di campagne, di montagne,  

di spelonche, di pendici,

innocenti e abitatrici

vengon ora al regio piè.

Vengon qui per adorarti,

per recarti un picciol dono,

scorte sono da l'amore,

dal candore di lor fé.

 
(partono tutti, meno la Regina)

Principe, seguito, Corrado, villani, Podestà ->

 

Scena sesta

La Regina sola.

 
Recitativo

 

Chi mai diria che  

in questi rozzi tetti,

e sotto queste pastorali spoglie

tanta virtù, tanta onestà s'accoglie!

O felici abituri, o piagge amiche,

di riposo e di pace alberghi veri.

Quanto mai volentieri

la vostr'aura io respiro,

e se il destino m'avesse

dato in sorte di vivere a me stessa,

ingrato e vile mi fora ogni altro dono,

e con voi cangerei la reggia e il trono.

 
[Rondò]

 N 

Ah, perché formar non lice  

ad ogni alma il suo destino,

ch'io per voi vivrei felice

tra i piacer di libertà?

E tra i semplici diletti

dei pastori dell'armento

troverebbe il cor contento

quel riposo ch'or non ha.

Ah, non erano le selve

destinate per le belve!

Là si trova, là si prova

la mortal felicità.

(parte)

Regina ->

 

Scena settima

Entrano il Principe e Corrado, ambedue con lunghi tabarri.

<- Principe, Corrado

 
Recitativo

PRINCIPE

E possibil sarà che una villana  

resista ai desir miei, resista a tanti

allettamenti di promesse, e doni?

Ah, tu ben sai ch'io doman

partir debbo. Or che mi resta

da far in una notte?

CORRADO

In una notte

si fan le belle cose...

PRINCIPE

Mi raccomando a te.

CORRADO

Dal canto mio, il possibil farò.

PRINCIPE

Ma che dirian di me se mi servissi

d'un mezzo così vile?

CORRADO

Un amoroso inganno colpa non è.

Andiam un poco alle porte di Lilla;

ivi signore, qualche cosa accadrà.

Sempre fui persuaso che l'uom

si debba porre in mano al caso.

(parte)

Corrado ->

 

PRINCIPE

Oh ciel che duro passo è mai questo per me!  

Sentir mi pare una voce nel cor,

che mi rinfacci la debolezza mia.

Dunque un infante, un figlio d'Isabella,

da una vile serrana ora è costretto

a mendicare affetto,

e a mendicarlo, ahimè, con un inganno!

A qual varco mi traggi, amor tiranno.

 
[Aria]

 N 

Seguir degg'io chi fugge?  

Chi mi disprezza amar?

Saprò scacciar dal petto

il mio funesto affetto,

saprò aborrir la perfida

che ride al mio penar.

Saprò, ma intanto il core

langue nel suo dolore

e della mia speranza

comincio a dubitar.

Stelle ingrate, avversi dèi!

Che volete ancor da me?

Son confuso, son oppresso,

non intendo più me stesso.

A' miei mali una speranza

pur m'avanza ancor in te.

(parte)

Principe ->

 
 

Scena ottava

Strada, da un lato la casa di Tita, dall'altro alberi.
Lilla sola, poi Ghita sulla porta, senza essere veduta.

 Q 

Lilla

<- Ghita

 
Recitativo

LILLA

La notte s'avvicina,  

e ancor non veggio il mio sposo venir.

Lubino! In questo giorno

così poco tu brami

di star con lei che t'ama

e tu tant'ami?

GHITA

(Che diavolo vuol dir

che non vien Tita?

Sta a veder che il birbante

avrà trovata una novella amante.)

LILLA

(sospira)

Ahimè!

GHITA

(non veduta dalla Lilla)

Questa è la Lilla:

la conosco ai sospiri.

Lilla, che fai qui sola?

LILLA

Mi diverto.

GHITA

Ma so che meglio si divertiria

se avesse Lubinetto in compagnia.

LILLA

Sì, sì, lasciam gli scherzi.

Or che ne dici di questo lor tardar?

 

<- alcuni pastori

(si vedono in distanza alcuni pastori)

GHITA

Infatti... vedi tornar dal campo

alcuni pastorelli, chiediam un po'

se nuova hanno di quelli.

 
[Duettino]

 N 

 

LILLA E GHITA

Villanelle che volgete  

lieto il passo al caro tetto,

per pietà non me 'l tacete

se vedeste il mio diletto,

ahi, ahi, prima d'andar via...

ahi, che pena, che dolor!

LILLA

Brunetto è il suo viso

è nero il capel,

e un vago sorriso

lo rende più bel.

Insieme

GHITA

Vermiglio è il suo viso

è biondo il capel,

e un vago sorriso

lo rende più bel.

 

alcuni pastori ->

LILLA E GHITA

Ah, tutte se n' vanno,

risposta non ho!

Invidia n'avranno di cosa... io lo so.

 
 

Scena nona

Entrano il Principe e Corrado.
È notte scura.

 Q 

<- Principe, Corrado

 
Recitativo

PRINCIPE

Eccola; al buio ancora  

riconosce il mio core il suo tesoro.

Avviciniamci a lei.

Non ammettono indugi i voti miei.

CORRADO

Lasciate fare a me!

LILLA

Ghita mia, ritiriamci,

la notte si fa scura.

GHITA

E di cosa hai paura?

LILLA

Che so io?

Con questo tuo bizzarro principino

io temo sempre d'inquietar Lubino.

CORRADO
(sottovoce)

Ha seco la cognata.

PRINCIPE
(sottovoce)

Non serve, è nostra amica.

(alterando la voce e nascondendosi col mantello)

Lilla!

CORRADO

(fa lo stesso)

Ghita!

 

LILLA

Questo mi par Lubino.  

GHITA

E questo Tita.

CORRADO

(Secondiamo l'equivoco.)

GHITA
(piano alla Lilla)

Son essi senza fallo.

Sposo mio!

LILLA

Mio Lubin!

GHITA

Parla!

LILLA

Non ti nascondere!

LILLA E GHITA

Ah tu segui, furbetto,

a non rispondere!

 
[Sestetto]

 N 

 

 

Dammi la cara mano,  

abbracciami, mio cor,

tu se' il mio dolce amor,

non mi rispondi?

PRINCIPE

Son de' begli occhi tuoi

il fido adorator,

un misero che muor

se no 'l secondi.

Insieme

CORRADO

È de' begli occhi tuoi

il fido adorator,

un misero che muor

se no 'l secondi.

LILLA

Cieli! Quest'è l'infante!

Insieme

GHITA

Cieli! Quest'è Corrado!

 

PRINCIPE

Non mi fuggir mio bene.

PRINCIPE

Conforto alle mie pene

io spero sol da te.

Insieme

CORRADO

Conforto alle sue pene

ei spera sol da te.

 

LILLA

Ah, se Lubino or viene!

GHITA

Ah, se mai Tita viene!

LILLA E GHITA

Che mai sarà di me?

 
Entrano Lubino e Tita.

<- Lubino, Tita

 

TITA

Mi par di sentir gente.

LUBINO

Lilla!

TITA

Ghita!

LILLA, GHITA, PRINCIPE E CORRADO

Gli sposi, oh dèi!

(le due spose lasciano il Principe e Corrado, e s'accostano ai loro sposi)

LILLA E GHITA

Son qui ben mio.

LUBINO E TITA

Qui sei? E teco ancor chi v'è?

LILLA E GHITA

Son questi contadini,

che tornan dal lavoro.

 
Il Principe e Corrado si allontanano.
 

LUBINO E TITA

E a voi così vicini?

Sì uniti a voi perché?

Barbare gelosie,

la pure gioie mie

cessate di turbar.

PRINCIPE E CORRADO
(fra loro)

(stanno di dietro)

Mettamci qui in disparte

e stiamo ad osservar.

LILLA E GHITA

Sai che te solo adoro,

di me non dubitar.

PRINCIPE

(Ah, nel momento stesso

in cui sperai ristoro

per sempre il mio tesoro

io vedomi involar.)

Insieme

CORRADO

(Ah, nel momento stesso

in cui sperò ristoro

per sempre il suo tesoro

ei vedesi involar.)

LUBINO

Ah, se m'inganna Lilla,

l'idolo del cor mio!

Di chi si deve, o dio!

quest'anima fidar?

LILLA

Ah, s'io Lubino inganno

l'idolo del cor mio!

Di chi deve o dio!

un'anima fidar?

Insieme

TITA

Ah, se m'inganna Ghita,

l'idolo del cor mio!

Di chi si deve, o dio!

quest'anima fidar?

GHITA

Ah, se il mio Tita inganno

l'idolo del cor mio!

Di chi deve o dio!

un'anima fidar?

 
(partono tutti, meno il Principe)

Lilla, Lubino, Ghita, Tita, Corrado ->

 

Scena decima

Il Principe solo.

 
Recitativo

 

Di qual rigido marmo  

ha dunque il core,

questa barbara tigre in volto umano?

Quanto finora invano e promesse

e lusinghe e querele e sospiri, infelice versai!

Quale strade intentate, o dio, lasciai!

Potea per una ingrata avvilirmi di più?

Fuggirmi, odiarmi, rifiutarmi, schernirmi!

Ah, ch'io dovrei, aborrire

quell'empia, e di me stesso

vergognarmi con me

per tale eccesso.

 
[Aria]

 N 

Perché farla, eterni dèi,  

tanto bella agli occhi miei?

O perché non farla ancor

che capace sia d'amor!

Aborrir vorrei l'ingrata

né mi sento odio sì forte.

Ma una rea che mi dà morte

è la dèa di questo cor.

 
 

Scena undicesima

Camera rustica, con due porte, e due finestre.
Lubino, Tita.

 Q 

Lubino, Tita

 
Recitativo

LUBINO

Cosa ti par?  

TITA

Per me non so che dirti.

LUBINO

Credi tu veramente

che fosser contadini?

TITA

Esse lo sanno.

LUBINO

Che vi sia qualche inganno?

TITA

Non sarebbe impossibile; son donne.

LUBINO

Ah, il dubbio sol m'uccide!

TITA

Bisogna sincerarsi.

 
Entrano Lilla e Ghita.

<- Lilla, Ghita

 

 

Eccole:  

per scoprir questa faccenda

dissimular conviene.

LILLA

Lubino, anima mia.

GHITA

Tita, mio bene.

LUBINO

Saluto.

TITA
(serio)

Buona sera.

LILLA

(Non mi sembran tranquilli.)

GHITA

(Non bisogna confonderci.)

TITA
(a Lubino)

Dissimula.

LUBINO
(a Tita)

Non posso.

Parmi d'aver cento demoni addosso.

LILLA
(a Ghita)

Non vorrei che gli avesser conosciuti.

GHITA

E così, padroncini, siete muti?

La cena è già disposta:

ceniamo o non ceniamo?

TITA
(sforzandosi di parlare)

Da che sono marito

ho perso l'appetito.

LILLA

E tu cos'hai, Lubino?

LUBINO

Nulla, nulla.

LILLA

(accarezzandolo)

No, caro, ti conosco;

abbastanza con me finger non sai.

Cos'hai, mia vita?

LUBINO

Ho quel che tu non hai.

TITA
(a Ghita)

Vieni avanti.

GHITA

Che vuoi?

TITA

(a Lubino)

Tu taci, e guarda un poco.

(a Ghita)

Con chi fosti poc'anzi?

GHITA

Colla Lilla.

TITA

E la Lilla?

GHITA

Con me.

TITA

E tutte due?

GHITA

Voi tu saperlo?

TITA

Sì!

LILLA

(Ah, costei mi precipita!)

GHITA

Dunque lo dico.

TITA

Di'!

GHITA

Fui col diavol che ammazzi

te coi sospetti tuoi,

villano maledetto.

(gli dà uno schiaffo e poi fugge)

Or prendi questo

e a rivederci a letto!

 

Ghita ->

LUBINO

Per dire il vero,  

grande audacia ha costei!

TITA

E per giunta uno schiaffo! Eterni dèi!

 
[Aria]

 N 

Ah, mal haya quella mano,  

uno schiaffo ad un serrano!

Uno schiaffo ad un marito!

Uno schiaffo ad un mio par!

Por la vida de mi padre,

por la vida de mi madre,

y por vida de mí mismo

no lo quiero soportar.

Qua la cappa, qua la spada,

l'archibuso, la pistola,

me l'afferro per la gola,

cuchillada, puñalada,

que estocada, che macello,

y por tierra ha de tumbar!

Ma una femmina a duello

come mai si può sfidar?

Ah, perché non fu qualche altra?

Ch'io potea per vendicarmi

col baciarla,

e ribaciarla,

da me sol giustizia farmi;

ma la sposa non è cosa

che dia gusto nel baciar.

Ah, demonio del infierno,

come t'ho da castigar!

Maritati schiaffeggiati,

se qui a caso alcun ve n'ha,

dite, voi che lo sapete,

se siam degni di pietà.

(parte)

Tita ->

 

Scena dodicesima

Lilla e Lubino.

 
Recitativo

LILLA

Perché taci Lubino?  

LUBINO

Lasciami.

LILLA

Ch'io ti lasci?

LUBINO

Sì, lasciami.

LILLA

Ma cos'è questa collera?

Che t'ho fatto mio caro?

In che mancai?

LUBINO

Io no 'l so. Tu lo sai.

LILLA

E per un dubbio solo

offendi la mia fede?

l'amor ch'hai per la Lilla?

LUBINO

Amo la Lilla,

ma più assai l'onor mio.

LILLA

Forse cagion son io

che l'onore tu perda?

LUBINO

Non lo so. Ma basta un dubbio

a lacerarmi il core.

LILLA

Ah no, mio dolce amore,

non mi far quest'oltraggio.

Il mio cor dal tuo core, e la mia fede

dalla tua fé misura. Il mondo, il cielo

in testimonio io chiamo

se ognor t'amai, se t'amo.

Ah, se un dì tu potessi

vederti con quest'occhi

a cui sembri sì bello,

so che il tuo cor diria:

«Sì, sì, la Lilla è mia!»

E cangiando desiri

sarien sospir di gioia

i tuoi sospiri.

 
[Aria]

 N 

Consola le pene  

mia vita, mio bene,

quell'ira, quel pianto,

morire mi fa.

Gli affanni sofferti,

o caro, rammenta,

e allora paventa

di mia fedeltà.

 

Scena tredicesima

Ghita vien portando due piatti con qualche vivanda.

<- Ghita

 
Recitativo

LUBINO

Quanto è facile il core  

a creder quel che brama! Io credo adesso

la mia Lilla innocente.

GHITA

La lan, la lan, la la!

Chi ha voglia di mangiar

venga un po' qua!

 
Vien Tita.

<- Tita

 

LILLA

Via, Tita, non far smorfie!  

Vieni, Lubino mio,

che vogliam mangiar bene!

LUBINO

Quando una donna chiama,

andar conviene.

TITA

Come? E scordare dovrei?...

GHITA

Tu sai ch'io ti vo' ben,

ma tanto, tanto!

Tita, guardami, caro.

TITA

Bricconcella!

LUBINO

Su via, la pace è fatta.

LILLA

Evviva, evviva, evviva!

GHITA

Pace?

TITA

Pace.

LILLA

Abbracciatevi ancor.

Così mi piace.

Sediamo via.

(siedono)

LUBINO

Chi trincia?

GHITA

Trincio io.

LILLA

Noi mangerem.

(si sente un suono lento di chitarrino)

TITA

Che suono è questo?  

LUBINO

Diavolo!

GHITA

È suono di chitarre.

TITA
(con mistero)

E chi la sera delle vostre

nozze viene qui per suonarvi la chitarra?

GHITA

Tu sai che i gran signori

hanno sempre alla lor mensa i sonatori.

LUBINO

Chi diamine esser può?

LILLA

Saran serrani, che van girando

per pigliare il fresco.

LUBINO

Questo non è suonar contadinesco.

 
[Cavatina]

 N 

PRINCIPE
(di fuori)

Non farmi più languire, o vita mia,  

lasciami un po' veder

quel viso bello.

Se ti vien voglia di saper ch'io sia,

guardati in mezzo al cor,

ch'io vivo in quello.

 
Recitativo

LUBINO

Udisti?  

TITA

E che? Son sordo?

LUBINO
(alla Lilla con mistero)

Son serrani anche questi?

LILLA
(piano alla Ghita)

Oh dèi, mi parve

la voce dell'infante.

TITA

Che musica galante!

È per te?

GHITA

Per me no.

LUBINO
(alla Lilla)

Per te?

LILLA

Neppur.

TITA E LUBINO

Dunque per chi?

LILLA E GHITA

No 'l so.

LUBINO

Ci mancherebbe poco...

TITA

Zitto, mi par che ricominci il gioco.

PRINCIPE
(da fuori)

Ho visto ai pianti miei spezzarsi i sassi

e pianger l'aure ho visto ai pianti miei.

Tu, che senza pietà morir mi lassi

più de' sassi

e de l'aure ingrata sei.

TITA

Brave!

LUBINO

Va ben!

GHITA

Qual colpa abbiamo noi?

(si sente gettar un sasso nel balcone)

LUBINO

De' sassi nel balcon?

LILLA

Saranno forse spirti.

LUBINO

Spirti, è vero! Io credo

che sien corpi, e corpi grossi!

TITA

Corpo di farfarello! Attendi, attendi!

(s'alza infuriato, va a prendere due cappe e due spade che saranno in qualche loco vicino: ne dà una a Lubino)

LILLA

(Che diavolo farà?)

TITA

Hai cor?

LUBINO

Chieder me 'l puoi?

TITA

Adunque prendi.

Capisci?

LUBINO

Andiam, capisco.

LILLA E GHITA

Dove andate?

LUBINO

A salvare l'onore.

TITA

O a perder coll'onore anche la vita.

LILLA

Ah, fermati Lubin!

GHITA

Fermati, Tita!

(Lubino e Tita partono)

Lubino, Tita ->

 

LILLA

Paion due disperati!  

Non c'è più tempo.

GHITA

Dove vai?

LILLA

Sei tu

capace di seguirli?

GHITA

Capacissima.

LILLA

Andiamo dunque.

GHITA

Andiamo pur.

LILLA

Bravissima.

(partono)

Lilla, Ghita ->

 
 

Scena quattordicesima

Campagna con casa.
Il Principe, il Podestà con séguito di Gente.

 Q 

Principe, Podestà, gente, seguito, Corrado

 

CORRADO

Dormono come tassi.  

PRINCIPE

Gettiam ancor de' sassi.

PODESTÀ

Signor, non v'esponete!

Pensate chi son essi

e chi voi siete.

 
[Settetto]

 N 

 

PRINCIPE

Zitto! Io sento, o sentir parmi,  

pian pianino un uscio aprirsi.

PODESTÀ E CORRADO

Vo' cercar di assicurarmi;

(al Principe)

voi restate un poco là.

 
Entrano Lubino e Tita, colle cappe e le spade.

<- Lubino, Tita

 

LUBINO E TITA

È scurissima la notte.

Non si vede,

ma si sente,

in agguato chetamente

mi vo' porre un poco qua.

PRINCIPE

Il marito!

PODESTÀ E CORRADO

Ho già capito.

LUBINO

Senti?

TITA

Sento.

LUBINO E TITA

Chi va là?

PODESTÀ

Buona notte, amici miei,

è Lisargo, il Podestà.

LUBINO E TITA

Che faremo, che diremo?

PRINCIPE, PODESTÀ E CORRADO

Che faranno, che diranno?

LUBINO E TITA

Qui già solo non sarà.

PRINCIPE, PODESTÀ E CORRADO

Stiamo all'erta e si vedrà.

(si scostano)

 

<- Lilla, Ghita

LILLA E GHITA

A parlar gli ho qui sentiti.  

PRINCIPE, PODESTÀ E CORRADO

Altri ancor son fuori usciti.

LILLA E GHITA

Qui di dietro star io voglio

fin che il tempo il chiederà.

PODESTÀ E CORRADO

Curioso è questo imbroglio,

come adesso si ripara?

PRINCIPE

La pistola in alto spara

e vediamo cosa fa.

Corrado spara la pistola.

LUBINO E TITA

Anche foco? Bagatelle!

D'ammazzarci hanno intenzione.

Fuori, fuori lo spadone

e meniam senza pietà.

Ih eh ih.

PRINCIPE E CORRADO

Villani indietro!

LUBINO E TITA

Ih eh ih.

(entrano Lilla e Ghita con spada sguainata e si mettono davanti ai loro sposi)

LILLA E GHITA

Siam qui anche noi

e vogliam morir con voi,

per mostrarvi fedeltà.

PRINCIPE, PODESTÀ E CORRADO

Questa scena si fa seria,

terminarla converrà.

PRINCIPE
(da lontano)

Alto là!

LILLA, GHITA, LUBINO E TITA

Che voce è questa,

che la man mi fa tremar?

PRINCIPE, PODESTÀ E CORRADO

Alto là! Non vi movete!

LILLA, GHITA, LUBINO E TITA

Cosa veggio! Voi qui siete?

(il Principe si fa vicino, gitta giù il mantello, e comparisce per quello che è. I contadini gittan l'arme e s'inginocchiano)

PRINCIPE

Lilla bella! Tu sei quella

che ognor mi fa delirar.

CORRADO
(al Podestà)

Vo' serrar un po' la porta,

e veder cosa san far.

LILLA, GHITA, LUBINO E TITA

Ah, signor, chiediam perdono...

PRINCIPE

Non è nulla, via sorgete.

LILLA, GHITA, LUBINO E TITA

Quanto è caro, quanto è buono,

ben è nato per regnar.

PRINCIPE

Or lasciamo i complimenti,

buone genti, e a casa andiamo.

TUTTI

Il buon giorno v'auguriamo:

pace, gioia e sanità.

LUBINO E TITA

Prima poi d'andare a letto

tra di noi si parlerà.

 
(il Principe parte con Lisargo. Corrado finge di partire, poi si nasconde con alcuni del séguito)

Principe, Podestà, gente ->

 

Scena quindicesima

Lilla, Lubino, Ghita e Tita; Corrado nascosto.

 
Recitativo

LILLA

Grazie al ciel son partiti.  

TITA

O donne mie, quando farem giudizio!

(parte)

Tita ->

 

LUBINO

Ah, ch'io mi sento lacerar dai sospetti.

GHITA

Qui non spira buon vento,

sarà meglio ch'io vada incontro a Tita.

(parte)

Ghita ->

 

LILLA

Non dubitar mia vita,  

ma fidati di me.

LUBINO

Sei troppo bella.

LILLA

Ma lo son per te sol.

LUBINO

Lilla...

LILLA

Che brami?

LUBINO

Chi è l'innamorato?

Il Principe o Corrado?

LILLA

Sia pur chi vuol,

più assai di tutto il mondo

io stimo il mio Lubin,

e m'è più caro

un tuo sospir,

una parola, un guardo,

che una corona,

un trono. Non me 'l credi,

idol mio? non sai chi sono?

 
[Duetto]

 N 

 

 

Pace caro mio sposo.    

S

LUBINO

Pace mio dolce amore.

LILLA

Non sarai più geloso?

LUBINO

No, non sarò, mio core.

LILLA

Mi vorrai sempre?

LUBINO

Bene.

LILLA

Mi sarai sempre?

LUBINO

Amante.

LILLA

Son la tua sola?

LUBINO

Speme.

LILLA

Ti serberai?

LUBINO

Costante.

LILLA E LUBINO

Vieni, tra i bracci miei,

stringi, o mio caro ben,

l'anima mia tu sei,

ti vo' morir nel sen.

LUBINO

Dammi quella manina.

LILLA

Sì, sì, mio bel diletto.

LUBINO

Toccami il cor, carina.

LILLA

Come ti balza in petto.

 

Scena sedicesima

Ghita viene inseguita da Tita, con un pezzo di legno.
Lubino e Lilla si mettono in mezzo e gli prendono il legno.

<- Ghita, Tita

 
Recitativo

GHITA

Ahi, ahi, Lilla, Lubino, soccorso, aita!  

LILLA

Cos'hai? Tita, sei pazzo?

LUBINO

Ehi dico, Tita!

TITA

Lasciami, cospettaccio!

Io vo' accopparla!

LUBINO

Ma cos'è stato? Parla!

TITA

Questa borsa e poi questa catena

in tasca le trovai.

LILLA
(alla Ghita)

Per pietà non dir nulla.

TITA

La moglie d'un serrano

accettar tai regali?

LILLA

Entriamo, oh Ghita!

(trascinando seco Ghita)

TITA

Ah, perfida!

LILLA

Vien meco.

GHITA

Quel villano si scordò dello schiaffo...

(le due donne entrano in casa)

Lilla, Ghita ->

 

TITA

Che ti par?  

LUBINO

Non so nulla.

TITA

E come non sai nulla?

Vorreste ancor più manifeste prove

che c'è della malizia in questo affare?

LUBINO

No, no 'l posso pensare:

in questo istante colla Lilla io parlai;

veder mi parve l'innocenza in quel volto.

Ah, s'io potessi un'ombra di delitto

immaginar in lei,

tu sai di quanto è capace Lubin.

Saprei, te 'l giuro rinnovar nella Lilla

la tragedia di Tiri e di Dorilla.

 
[Aria]

 N 

Costume, genio, amore,  

i due pastori unì,

e di due cori un core

formato avea così.

Felici fur gli sposi

fin che l'amor durò!

Ma in lei durò già poco,

ma il foco si cangiò.

Arse per nuovo oggetto

la femmina incostante,

sì che il malnato affetto

l'amante sospettò.

Cotanto al varco attese

l'infida e l'impudico,

ch'entrambi un dì sorprese

in loco ch'io non dico.

Onta, dispetto, rabbia,

gl'invade il sen, le labbra.

Toglie d'una ferita

a tutti due la vita,

e su gli esangui corpi

sfoga il tradito amor.

Sul busto poi fumante

dell'infedel consorte,

all'alma agonizzante

apre in più vie le porte,

e muor di doppia morte,

di ferro e di dolor.

Pensa, infelice Lilla,

che un Tirsi e una Dorilla

trovar si ponno ancor.

(va per partire)

 
Recitativo

TITA

Costui mi fa paura, Lubino.  

LUBINO

Cosa vuoi?

TITA

Dalla Regina, se amico mio,

se mio cognato sei,

venir meco tu déi.

LUBINO

Verrò.

TITA

No, vieni adesso;

a lei dobbiamo

giustizia domandar: andiamo!

LUBINO

Andiamo!

 
(partono)

Lubino, Tita ->

 
 

Scena diciassettesima

Campagna.
Il Podestà, Villani e Cacciatori.

 Q 

Podestà, villani, cacciatori

 
[Finale II (Coro)]

 N 

 

PODESTÀ

Su, su, cacciatori,  

i cori destate.

Suonate quel corno,

la caccia annunziate,

più lucido giorno

sperar non si può.

Il cielo e la terra

secondi i diletti

di lei, che gli affetti

d'ognun meritò.

 

CORO

Il cielo e la terra

secondi i diletti

di lei, che gli affetti

d'ognun meritò.

 
Viene la Regina col suo séguito.

<- Regina, seguito

 

REGINA

Son pronta, o vassalli,

per monti, per valli,

le fiere una volta

vo' ancora inseguir.

Di lepri, di cervi

seguiamo la traccia.

Ma, dopo la caccia,

io debbo partir.

 

CORO

Il cielo e la terra

secondi i diletti

di lei, che gli affetti

d'ognun meritò.

 
Entrano l'Infante e Corrado, poi Tita e Lubino.

<- Principe, Corrado

 

PRINCIPE E CORRADO

Il segno usitato,

de' cani il latrato,

a voi gran Regina

m'ha fatto volar.

A nuovo periglio

un tenero figlio

non deve più sola

la madre lasciar.

 

REGINA

L'offerta gradisco,

compagni vi accetto.

Maggiore il diletto

con voi mi sarà.

TUTTI

Allegri su andiamo

con sua maestà.

 
(vanno per partire, ma sono arrestati da Tita e Lubino)
 

Scena diciottesima

Entrano Tita e Lubino.

<- Tita, Lubino

 

LUBINO E TITA

Compatite, o gran Regina,  

se nell'ora mattutina

vi veniamo a disturbar.

La padrona siete voi,

si sa ben, di tutti noi

e con voi vogliam parlar.

REGINA

Su, chiedete, che volete?

Tutto lice a voi sperar.

PRINCIPE, CORRADO E PODESTÀ

Quei villani disgraziati,

cosa mai verranno a far?

LUBINO

Questa borsa parla, Tita.

TITA

S'è trovata in mano a Ghita.

REGINA

Una borsa d'oro piena!

(la Regina prende in mano la catena, e la borsa)

LUBINO

E di più, questa catena.

TITA

E si vuole...

LUBINO

Si pretende...

LUBINO E TITA

Che un signor

che qui c'intende,

Lilla o Ghita,

Ghita o Lilla,

di sedur così tentò.

REGINA

Chi è l'iniquo?

PRINCIPE
(a Corrado)

Non scoprirmi.

CORRADO

Io non certo.

PODESTÀ

Nemmen io.

CORRADO

Ah, signora, il fallo è mio

e la pena io pagherò.

REGINA

Chi? Corrado? Cosa sento!

LUBINO E TITA

Ed inoltre ebbe ardimento

di venir con gente armata

per rapire una di lor.

REGINA

Temerario! Così sei

de' miei cenni esecutor?

LUBINO E TITA

Vendicato in un momento

noi vedremo il nostro amor.

Insieme

PRINCIPE

Qualche mal per lui pavento

e mi batte in seno il cor.

CORRADO

Qualche mal per me pavento

e mi batte in seno il cor.

 

REGINA
(a Corrado)

Ah, vanne, togliti

dal mio cospetto

e leva l'ordine

che t'orna il petto.

No, cavaliere

tu non nascesti,

il tuo dovere

meglio sapresti.

Fuor dalla Spagna

subito va'!

(getta a terra con disprezzo la borsa, e la catena)

 
Insieme

PRINCIPE

Il miserabile

per me s'accusa,

vorrei difendermi

mi fa pietà.

PODESTÀ

Il miserabile

per lui s'accusa,

vorrei difenderlo

strada non v'ha.

 

LUBINO E TITA

Vada l'ingrato

e senta il peso

d'un attentato

che par non ha.

 
(Corrado nell'inginocchiarsi piglia la catena, la borsa. Parte)

Corrado ->

 

Scena diciannovesima

I suddetti; entrano Lilla, e Ghita vestite da manche con chitarrino ecc.
Due Villanelle portano fuori delle sedie ornate di fiori, e le offrono alla Regina, ed al Principe.

<- Lilla, Ghita, due villanelle

 

LILLA E GHITA

Viva, viva la Regina  

che ripara il nostro amor.

Ogni sera, ogni mattina

loderemo il suo valor.

Tu, la stella mattutina,

tu sei sola il nostro amor.

TUTTI

Lilla e Ghita sono quelle:

che avvenenza, che beltà!

REGINA

Che volete, spose belle?

Dite pur, venite qua.

LILLA E GHITA

Di rispetto un grato omaggio

vi vogliamo tributar.

Buona caccia e buon viaggio

vi veniamo ad augurare

a pregarvi, se potete,

di tornarci a consolar.

REGINA

Che gentil improvvisata!

Perché mai partir degg'io?

Insieme

PRINCIPE E LUBINO

Ah, che ognora al guardo mio

più vezzosa Lilla par!

TITA E PODESTÀ

Ah, che ognora al guardo mio

più vezzosa Ghita par!

 

LILLA E GHITA

Or ancora, al figlio vostro

due parole vogliam dir:

voi pur siete il signor nostro,

ci potete ben capir.

Date, date qui la mano

e scusate il nostro ardir.

(Lilla e Ghita prendono la mano al Principe, e la baciano)
Insieme

PRINCIPE

Ah, ch'io già più non resisto,

già mi sento intenerir.

Vi son grato

e baciare anch'io vi vo'.

REGINA

Ah, ch'io già più non resisto,

già mi sento intenerir.

Vi ringrazio

e baciare anch'io vi vo'.

(la Regina, e il Principe baciano la fronte di Lilla e Ghita)

LUBINO E TITA

Va ben tutto, ma quel bacio

approvar io non lo so.

LILLA E GHITA

Già che siete sì cortese,

maestà, pria d'andar via

un balletto del paese

non vi spiaccia di veder.

REGINA E PRINCIPE

Sì, carissime, ballate,

io vi guardo con piacer.

REGINA, PRINCIPE E PODESTÀ

Giovinette più garbate

non si danno in verità.

Insieme

LUBINO E TITA

No, due spose più garbate

non si danno in verità.

 

PRINCIPE

Son per me tante stoccate

tutto quel che Lilla fa!

LILLA

La chitarra su ripiglia

e una bella seghidiglia

suona o Ghita, io ballerò.

 
[Finale II (Seghidiglia)]

 N 

 
(Ghita canta e suona la chitarra. Lilla balla con Lubino)

GHITA

Quando l'alba nascente  

scopre il viso bel,

col suo raggio lucente

orna terra e ciel.

Ma se il sole nel mare

verso sera va,

terra e ciel languir pare

privo di beltà.

 

TUTTI

Come danza! Come canta!

Brave, brave in verità!

GHITA

La chitarra or tu ripiglia

e una bella seghidiglia suona

o Lilla, io ballerò.

(Lilla canta e suona la chitarra, mentre Ghita balla con Tita)

LILLA

Finché l'alma Isabella

fra noi tenne amor,

lieto rise per quella

dei serrani il cor.

Or che noi la perdiamo,

tutto se ne va,

ma una speme serbiamo:

che ritornerà.

 

TUTTI

Come balla! Come canta!

Brave, brave in verità!

 
Recitativo

REGINA

Basta, basta, o miei cari.  

Io più non posso trattenermi tra voi.

Parto, ma meco grata memoria reco dell'onestà,

dei bei vostri costumi.

Addio addio v'abbiano in guardia i numi.

(la Regina parte, i tre contadini, e i cacciatori la seguono)

Regina, villani, cacciatori ->

 
[Finale II (Coro finale)]

 N 

TUTTI

Il segno usitato,  

de' cani il latrato,

a voi, gran Regina,

m'ha fatto volar.

Allegri su andiamo

con sua maestà.

 

Fine (Atto secondo)

Atto primo Atto secondo

Camera rustica.

Lubino, Tita
 

[Duetto]

Lubino e Tita
Andiam, caro Tita
Lubino, Tita
<- Lilla, Ghita

Lubin! / Tita! / Che vuoi?

Lilla, Ghita
Lubino, Tita ->

Cos'è tal novità?

[Aria]

Lilla
Ghita ->
Lilla ->
<- Corrado

Io spero che la Ghita

Corrado
<- Ghita

Ebben, che c'è di nuovo?

[Aria]

Ghita
Corrado ->

Questi signori in somma

Ghita ->

Atrio terreno.

Regina, Principe, seguito, Corrado
 

E perché non veggio l'usata gioia

Regina, Principe, seguito, Corrado
<- Podestà, villani

(i villani portano doni del paese alla Regina)

Tornerà, tornerà, lo spero, almeno

[Coro]

Perdono, alma Regina

[Coro]

Regina
Principe, seguito, Corrado, villani, Podestà ->

Chi mai diria che in questi rozzi tetti

[Rondò]

Regina ->
<- Principe, Corrado

E possibil sarà che una villana

Principe
Corrado ->

Oh ciel che duro passo

[Aria]

Principe ->

Strada, da un lato la casa di Tita, dall'altro alberi.

Lilla
 
Lilla
<- Ghita

(Ghita sulla porta, senza essere veduta)

La notte s'avvicina

Lilla, Ghita
<- alcuni pastori

[Duettino]

Lilla, Ghita
alcuni pastori ->
 

È notte scura.

Lilla, Ghita
<- Principe, Corrado

(Principe e Corrado non visti da Lilla e Ghita)

Eccola; al buio ancora

(Principe e Corrado si fan passare per Lubino e Tita)

Questo mi par Lubino

[Sestetto]

Lilla e Ghita, Principe e Corrado, poi Lubino e Tita
Dammi la cara mano

(le due spose si accorgono dell'inganno)

 
Lilla, Ghita, Principe, Corrado
<- Lubino, Tita
 

(il Principe e Corrado si allontanano)

 
Principe
Lilla, Lubino, Ghita, Tita, Corrado ->

Di qual rigido marmo

[Aria]

Camera rustica, con due porte, e due finestre.

Lubino, Tita
 

Cosa ti par? / Per me non so che dirti

Lubino, Tita
<- Lilla, Ghita

Eccole: per scoprir questa faccenda

Lubino, Tita, Lilla
Ghita ->

Per dire il vero

[Aria]

Lubino, Lilla
Tita ->

Perché taci Lubino?

[Aria]

Lubino, Lilla
<- Ghita

Quanto è facile il core

Lubino, Lilla, Ghita
<- Tita

Via, Tita, non far smorfie!

(si sente un suono lento di chitarrino)

Che suono è questo?

[Cavatina]

Principe (di fuori)
Non farmi più languire

Udisti? / E che? Son sordo?

Lilla, Ghita
Lubino, Tita ->

Paion due disperati!

Lilla, Ghita ->

Campagna con casa; notte.

Principe, Podestà, gente, seguito, Corrado
 

Dormono come tassi

[Settetto]

Principe, Podestà, Corrado, Lubino e Tita
Zitto! Io sento, o sentir parmi
Principe, Podestà, gente, seguito, Corrado
<- Lubino, Tita
 
Principe, Podestà, gente, seguito, Corrado, Lubino, Tita
<- Lilla, Ghita

(Corrado spara la pistola)

 

(Lilla e Ghita con spada sguainata e si mettono davanti ai loro sposi)

 
seguito, Corrado, Lubino, Tita, Lilla, Ghita
Principe, Podestà, gente ->

(Corrado finge di partire, poi si nasconde con alcuni)

Grazie al ciel son partiti

seguito, Corrado, Lubino, Lilla, Ghita
Tita ->

seguito, Corrado, Lubino, Lilla
Ghita ->

Non dubitar mia vita

[Duetto]

Lilla e Lubino
Pace caro mio sposo
seguito, Corrado, Lubino, Lilla
<- Ghita, Tita

(Ghita inseguita da Tita, con un pezzo di legno; Lubino e Lilla si mettono in mezzo)

Ahi, ahi, Lilla, Lubino, soccorso, aita!

seguito, Corrado, Lubino, Tita
Lilla, Ghita ->

Che ti par? / Non so nulla

[Aria]

Costui mi fa paura

seguito, Corrado
Lubino, Tita ->

Campagna.

Podestà, villani, cacciatori
 

[Finale II (Coro)]

Podestà, Regina, Coro, poi Principe e Corrado
Su, su, cacciatori
Podestà, villani, cacciatori
<- Regina, seguito
 
Podestà, villani, cacciatori, Regina, seguito
<- Principe, Corrado
 
Podestà, villani, cacciatori, Regina, seguito, Principe, Corrado
<- Tita, Lubino
Lubino, Tita, Regina, Principe, Corrado, Podestà
Compatite, o gran Regina
Podestà, villani, cacciatori, Regina, seguito, Principe, Tita, Lubino
Corrado ->
Podestà, villani, cacciatori, Regina, seguito, Principe, Tita, Lubino
<- Lilla, Ghita, due villanelle
Lilla e Ghita, poi Tutti
Viva, viva la Regina

[Finale II (Seghidiglia)]

(Ghita canta e suona la chitarra, Lilla balla con Lubino)

Ghita, Tutti, Lilla
Quando l'alba nascente

Basta, basta, o miei cari

Podestà, seguito, Principe, Tita, Lubino, Lilla, Ghita, due villanelle
Regina, villani, cacciatori ->

[Finale II (Coro finale)]

 
Scena prima Scena seconda Scena terza Scena quarta Scena quinta Scena sesta Scena settima Scena ottava Scena nona Scena decima Scena undicesima Scena dodicesima Scena tredicesima Scena quattordicesima Scena quindicesima Scena sedicesima Scena diciassettesima Scena diciottesima Scena diciannovesima
Gran pianura, in distanza veduta di collina praticabile, sopra la sommità della quale casa... Strada, collinetta da un lato, casa rustica con porta e finestra, che mette nella strada; in fondo... Atrio dove abita la Regina con tre porte; due grandi finestre. Camera rustica. Atrio terreno. Strada, da un lato la casa di Tita, dall'altro alberi. È notte scura. Camera rustica, con due porte, e due finestre. Campagna con casa; notte. Campagna.
[Sinfonia] [Introduzione] [Ripresa coro] [Terzetto] [Cavatina] [Cavatina] [Ripresa coro] [Aria] [Duetto] [Cavatina] [Aria] [Aria] [Aria] [Aria] [Terzetto] [Canone] [Cavatina] [Finale I] [Duetto] [Aria] [Aria] [Coro] [Coro] [Rondò] [Aria] [Duettino] [Sestetto] [Aria] [Aria] [Aria] [Cavatina] [Settetto] [Duetto] [Aria] [Finale II (Coro)] [Finale II (Seghidiglia)] [Finale II (Coro finale)]
Atto primo

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